L’Ora Più Buia (2017, regia di Joe Wright)

Kazuhiro Tsuji si occupa del Make-Up, a tutto il resto ci pensa Gary Oldman

Winston Churchill – Gary Oldman

Cominciamo con il fare un bell’applauso a Kazuhiro Tsuji, l’uomo che ha letteralmente trasformato Gary Oldman in Winston Churchill, per quella che, con tutta probabilità, è la migliore interpretazione dell’attore inglese. Noi spettatori vediamo gli occhi di Oldman, ed è l’unica cosa che possiamo riconoscere. Per il resto, noi spettatori, vediamo Winston Churchill. Ogni minimo particolare è curato alla perfezione: le abitudini alimentari, il sigaro sempre in mano (o in bocca), il bicchiere ad ogni ora della giornata, i tick nervosi e le piccole pignolerie (come  il  doppio  spazio  tra  una  parola  e  l’altra).

Il film parla dei primi giorni in cui Churchill divenne Primo Ministro, dopo che il suo predecessore Neville Chamberlain lasciò la carica, accusato di non essere in grado di gestire la guerra, di come Churchill rifiutò categoricamente ogni tipo di dialogo con Hitler, che considerava un vero e proprio mostro, di come diresse l’operazione Dynamo (la stessa di Dunkirk) e di come salvò tutta l’Europa dalle grinfie del Führer andando contro ai consigli del suo Gabinetto. Racconta della forza di un uomo che non si è mai arreso, nemmeno quando il più potente degli alleati (gli U.S.A.) gli voltò le spalle negandogli l’aiuto.

Elizabeth Layton – Lily James

Tutto il film gira attorno al grande personaggio di Winston Churchill, e Gary Oldman si domostra decisamente all’altezza del ruolo, supportato da una brava Lily James (una giovane attrice che abbiamo già in visto in Cenerentola e Baby Driver) che interpreta la dattilografa personale del Primo Ministro.

Oltre alla grandissima performance di Oldman, tutto quanto funziona molto bene in questo film. Lo scopo era quello di dare vita ad un personaggio approfondendo non solo il suo lato politico ma anche “umano”, presentandoci un uomo anziano che porta sulle spalle il peso di tutta l’Europa che sta crollando a picco sotto i colpi dell’esercito nazista.

La fotografia rende perfettamente l’idea del momento che sta passando non solo il protagonista, ma tutta l’Europa. Le atmosfere sono cupe, gli ambienti poco illuminati squarciati da una piccola fonte di luce, il nero e il grigio sono i colori dominanti. Tutta la storia è molto fedele alla realtà (persino quello la scena in metropolitana sembra che sia successa davvero).

Gary Oldman (già vincitore del Golden Globe e del BAFTA) guadagna la sua seconda nomination agli Oscar, dopo essere stato nominato per “La Talpa”. Per quanto possa essere incredibile che un attore con il suo talento e la sua carriera sia solo alla seconda nomination, posso tranquillamente affermare che difficilmente gli altri candidati possano essere in grado di strappargli la vittoria portandosi a casa (giustamente) una bella tripletta.

Andrea Di Mastrorocco