IT, Pennywise – 2017

Il pagliaccio del terrore, creato dalla penna di Stephen King!  

Bill Skarsgard nei panni del nuovo Pennywise

It, trasposizione cinematografica del romanzo di Stephen King, narra le vicende de “il club dei perdenti”, un gruppo di ragazzini che condividono oltre ad una forte amicizia, anche un difficile ed oscuro segreto: il pagliaccio Pennywise, una oscura presenza che può cambiare forma a proprio piacimento, li stana e li vuole uccidere. Il film al contrario del libro e della prima trasposizione della pellicola ( un adattamento televisivo, una miniserie degli anni 90′ con protagonista il pagliaccio mai dimenticato Tim Curry) è ambientato però negli anni 80′ (Georgie nel libro muore nel 1957).

Perchè questo cambiamento temporale?

Probabilmente perché gli anni 80′ (i mai dimenticati anni 80′) sono più vicini a noi, ai nostri ricordi più di quanto possiamo credere.

Periodo a parte, che fosse ambientato negli anni 50′ oppure negli anni 80′, per me non ha fatto molta differenza, e volendo esprimere il mio parere facendo qualche paragone con la miniserie del 1990 (con il grandissimo Tim Curry ad interpretare il terrificante pagliaccio), ma non dal libro (visto che sono praticamente all’inizio e non posso esprimere un giudizio pienamente obiettivo… forse un giorno lo finirò… ma chi lo sa).

Un film, specialmente se tratto da un libro, dovrebbe dare allo spettatore una versione esaustiva e chiara di che cosa tratta il libro in questione. Partiamo dal presupposto che “IT” è un’opera di 1238 pagine, e che di conseguenza sia per uno sceneggiatore che per un regista, una sfida alquanto ardua realizzare un film che rispecchi perfettamente il libro in quattro ore di visione ( perché la prima parte che adesso è sul grande schermo racconta la storia di quando sono ragazzi, la seconda che deve uscire invece nel 2019, racconterà quando saranno adulti), a meno che non arrivi una brillante idea a qualcuno di realizzare una serie tv a otto puntate (vorrei aggiungere la geniale “moda” del momento), e forse qualcuno rimarrà soddisfatto.

Il Club dei perdenti

Il film parte velocissimo, la morte di Georgie, i corridoi della scuola, Henry Bowers e gang versione anni 80′, e quattro simpatici nerd che vengono presi subito a spintoni.

Questi quattro ragazzi sono i primi a fare parte del “Club dei perdenti” al quale si aggiungeranno anche Ben Beverly e Mike. Non ho capito come mai sono perdenti, forse perchè sono nerd?! Forse perchè vengono presi di mira da Henry Bowers? (tra l’altro questo Bowers è molto più psicopatico rispetto alla miniserie…). Ho apprezzato molto invece l’unione (anche se a tratti litigano ma credo che sia normale, in fondo sono ragazzini che sono costretti a combattere un pagliaccio assassino) tra i ragazzi, con anche alcune scene humor. Ecco il punto a sfavore, se vogliamo chiamarlo tale.

In un film dell’orrore, credo, non dovrebbero esserci scene con troppo humor, perchè altrimenti si sfascia l’ansia che si dovrebbe creare man mano che il film scorre…che in questo film comunque non c’è.

No, non c’è.

Per questo non lo considero molto un film d’orrore anche se è presente nella categoria.

Tim Curry (Pennywise 1990)

Soffro di “Coulrofobia” ovvero la paura dei pagliacci. Si, esiste, e chi me l’ha fatta venire? Il Clown più terrificante che io conosca, il vero Pennywise secondo me, Tim Curry, che con le sue mille e cinquecento espressioni diverse terrificanti o meno, mi ha fatto talmente tanta impressione, che non riuscivo neanche ad entrare in bagno con la paura che allargasse il buco della vasca e uscisse il suo testone rosso! Vi ricordate la terrificante scena nelle docce? Con questo non voglio dire che Bill Skarsgard non abbia fatto un buon lavoro, anzi, il contrario! E’ stato un buon Pennywise, ma sono due pagliacci che non si possono paragonare, entrambi espressivi, entrambi truccati bene, ma Skarsgard è stato aiutato moltissimo dagli effetti speciali. Tim Curry terrificava aprendo la bocca mettendo in mostra i denti da pescecane!

Un altro aspetto che ho adorato, è stato proprio il personaggio del Clown: Pennywise, in questa pellicola, attacca!

Attacca i personaggi, uno ad uno! Sbuca, si svela.

Effetti speciali per il nuovo Pennywise, Bill Skarsgard

IT è il male primordiale, che si può manifestare nelle più svariate forme, nelle tue paure più profonde! E proprio in questa nuova versione viene rappresentato!

Probabilmente ci saranno delle incongruenze con il libro, e probabilmente un giorno, quando sarò arrivata a quelle 1238 pagine scriverò le varie differenze, ma per ora voglio giudicare la pellicola.

Come dicevo prima, non lo considero un film dell’orrore sia per le scene humor, sia per quei benedetti Jumpscare! Cosa sono?

I Jumpscare sono delle inquadrature che inducono lo spettatore a saltare dalla sedia quando meno se lo aspetta, aiutati anche dalla colonna sonora.

I Jumpscare qui sono ovunque, ed è un peccato usare questi mezzi fino allo sfinimento per indurre lo spettatore a saltare ad ogni piccolo spavento. Certe volte rimpiango i vecchi film dell’orrore, per citarne uno bellissimo… “ La notte dei morti viventi” del 1968 di George A.Romero. Prima serviva solo un po’ di fantasìa, un inquadratura azzeccata, una colonna sonora adatta, e angoscia e inquietudine erano le protagoniste per eccellenza, rendendo questi film grandiosi e indimenticabili. A volte questi Jumpscare sono indispensabili al film, ma a volte inserirne troppi si rischia di avere un risultato alquanto forzato. Ma lo rivedrei!

Non considerandolo un film di paura ma forse un po’ più d’avventura, è un film piacevole e guardabile.

Lo rivedrei per l’approfondimento dei personaggi che ho adorato, per le atmosfere e per la colonna sonora anni 80′. Lo rivedrei anche per gli attori che mi hanno colpito maggiormente per come hanno recitato, ad esempio Beverly (Sophia Lillis), Eddie (Jack Dylan Grazer), su tutti.

Lo rivedrei in lingua originale per la curiosità di ascoltare i toni della voce di Bill Skarsgard!

Lo rivedrei anche solo per prepararmi al secondo capitolo che dovrebbe uscire nelle sale nel 2019!

Alessia Lugli