Escobar, il fascino del male (2017, regia di Fernando Leon DeAranoa) recensione

“Io amo Pablo, ma odio Escobar”

Penelope Cruz e Javier Bardem
Virginia Vallejo (Penelope Cruz) e Pablo Escobar (Javier Bardem)

Sembra che raccontare la storia di Pablo Escobar vada molto di moda negli ultimi anni (basti pensare alla serie tv “Narcos” e al biopic con Benicio DelToro), ma Fernando Leon DeAranoa lo fa narrando il tutto da un punto di vista nuovo: quello della giornalista colombiana, nonché amante di Escobar, Virginia Vallejo, basandosi sul libro da lei stessa scritto “amando Pablo, odiando Escobar”.  L’idea è buona e l’esperimento riesce, merito anche di due grandi attori come Javier Bardem e Penelope Cruz. L’attore spagnolo interpreta, infatti, in maniera magistrale lo spietato narcotrafficante, talmente bene che la stessa Penelope Cruz (moglie nella vita reale di Bardem) ha dichiarato che il marito le faceva una gran paura durante le riprese del film.

Penelope Cruz

Il film narra l’ascesa al potere di Pablo Escobar, mostrando solo alcune cose, per esempio come importava e trafficava la cocaina negli Stati Uniti d’America. Racconta di come giunse al potere in Colombia (arrivando ad essere anche eletto senatore), di come scatenò una vera e propria guerra contro chiunque ostacolasse i suoi piani, e di come abolì l’estradizione nel suo paese in modo da non essere incarcerato e condannato negli U.S.A.

Javier Bardem EscobarPancione enorme, ridicole scarpe da ginnastica, capelli riccioli e, spesso e volentieri, aspetto trasandato. Questo è l’aspetto di Javier Bardem in versione Pablo Escobar. Protagonista intenso ed espressivo, specialmente nelle scene in cui Escobar mostra il suo lato peggiore arrabbiandosi a morte con chi si permette di ostacolarlo o di contraddirlo. Nonostante la cattiveria e l’aspetto, in alcune occasioni, poco curato, Pablo riesce a fare breccia nel cuore di una bella giornalista colombiana, con la quale instaura un rapporto amoroso prima e di profondo odio in seguito. “Vederlo nel suo ambiente di lavoro crea dipendenza!” questo è ciò che dice Virginia tentando di spiegare la sua assuefazione per un criminale spietato come Escobar.

Javier Bardem, Escobar

Sebbene il film sia ben riuscito e il risultato finale, nel suo insieme, non sia male, a tratti risulta banale e noioso. Il lento ritmo narrativo non aiuta lo spettatore, che effettivamente si ritrova a dover scegliere se stare dalla parte del “re della coca”, della Vallejo o della DEA, rimanendo in dubbio fino alla fine. Una nota molto positiva sono invece  le scenografie. Il fatto che le scene siano state girate nei luoghi dove realmente sono accaduti i fatti legati alla vita di Escobar rende il film ancora più realistico di quanto non lo sia. Lo stesso Bardem aveva chiesto che il film venisse proiettato in tutte le sale senza doppiaggio, ma in lingua originale (lo spagnolo) sottotitolato, per dare ancora più enfasi al personaggio di Pablo e rendere il film ancor più vicino alla realtà.

 

Andrea Di Mastrorocco