Jakob il bugiardo (1999)

Jakob il bugiardo. Vi donerò speranza fino alla fine

La filmografia di Robin Williams è segnata da parecchi successi più o meno importanti per la carriera dell’attore ormai scomparso. Possiamo ricordarne alcuni: Will Hunting, genio ribelle (1997), La leggenda del re pescatore (1991), L’attimo fuggente (1989).

Jakob il bugiardo, remake del omonimo film tedesco del 1975 (candidato all’oscar come miglior film straniero), e tratto dall’omonimo romanzo di Jurek Becker, si inserisce nel filone dei film tragicomici dedicati all’Olocausto come “La vita è bella” e Train de vie – Un treno per vivere.

Per quanto possa amare quella che era la grande genialità di Robin Williams, Jacob il bugiardo rientra tra i film meno riusciti per l’attore.

La trama è semplice.

Jakob Robin Williams
Jakob (Robin Williams)

Siamo nel 1945 nel ghetto di una cittadina polacca occupata dai nazisti, gli ebrei rimasti, in attesa di essere presi con la forza da un momento all’altro e portati nei campi di sterminio, impiegano il loro tempo tra vari lavori nel ghetto e la speranza che le truppe alleate li salvino.

Jakob (Robin Williams), un abreo ex allenatore di boxe e venditore di frittelle, una sera non rispetta il coprifuoco e viene mandato immediatamente nell’ufficio dell’ufficiale nazista, temporaneamente assente. Per errore ascolta alla radio (situata proprio nell’ufficio dell’ufficiale), che le truppe russe sono a pochi chilometri di distanza dalla cittadina.

Jakob il bugiardo
Kowalsky (Bob Balaban), Max Frankfurter (Alan Arkin), Jakob (Robin Williams)

Quella stessa sera di ritorno al proprio alloggio, incontra una ragazzina di poco più di dieci anni, la cui famiglia l’ha lasciata scappare per far si che si potesse salvare. Cercherà di proteggerla nascondendola, cercando mantenere in lei viva la speranza di potersi ricongiungere con i propri genitori. Nel mentre, nel ghetto inizia a girare la voce che Jakob possiede una radio (vietata dai nazisti per evitare la divulgazione di notizie), e che l’esercito sovietico sta arrivando per liberare il ghetto. Questa notizia fa riaccendere la speranza di tutti e Jakob, non volendo dare loro l’amara delusione di non possedere alcuna radio, e che tutto quello che dice è solo una frottola, mente.

Il film procede in maniera poco chiara.

Essendo ambientato in un epoca dove il regime nazista era predominante, trovo senza senso che gli stessi personaggi curiosi per le notizie speranzose che Jakob forniva loro ogni giorno, violassero comodamente e senza alcun pensiero, il coprifuoco senza essere mai (e sottolineo mai) beccati da qualche soldato nazista che li potesse sorprendere e punire. Erano però terrorizzati per essere pizzicati in possesso della radio!

 

liev schreiber
Max Frankfurter (Alan Arkin) e Mischka (Liiev Schreiber)

Sono presenti evidenti buchi di sceneggiatura, come ad esempio il colloquio finale tra Jakob e l’ufficiale: proprio sotto confessione lo stesso Jakob ammette che trovatosi solo nel suo ufficio, ha ascoltato la radio, tacendo su altri particolari; poco dopo l’ufficiale nazista lo minaccia dicendogli che l’esercito sovietico è vicino, e visto che lui lo sa… ma come fa a sapere che Jakob ha ascoltato proprio quella notizia?

Lina, la bambina che Jakob protegge e nasconde in casa sua, non sembra sentire la mancanza dei propri genitori, non essendone minimamente preoccupata.

Jakob il bugiardo
Jakob (Robin Williams) ed il Dottore ( Armin Mueller – Stahl)

Ci sono anche alcuni aspetti positivi, come l’amicizia/sodalizio tra Jakob ed il Dottore ( Armin Mueller – Stahl), la scena della simulazione della radio in pieno stile Robin Williams, il ballo tra Jakob e Lina.

Il film, ha inoltre, un finale prevedibile, poco curato e non sense. Fin anche l’interpretazione di Robin Williams è nella maggioranza dei casi, inadatta all’ambientazione del film (anche se fa parte della categoria “tragicomici”). Solo il messaggio “finale” diventa chiaro: vi donerò speranza fino alla fine.

Alessia Lugli