Lo straordinario viaggio di T.S Spivet

 

L’avventura di un bambino prodigio

t s spivet
T.S. Spivet (Kyle Catlett)

Quando inizi a guardare “Lo straordinario viaggio di T.S Spivet”, rimani affascinata. La vastità e la forza di quei colori così tanto vivi, riescono ad unire cielo e terra in uno spettacolo di luci, che fanno da contorno a un “piccolo” ranch dal colore rosso intenso, posto al centro delle pianure del Montana, abitato da una famiglia molto particolare: Clair (Helena Bonham Carter) la madre, dottoressa in morfologia degli insetti; il padre, cowboy scostante, nato nel secolo sbagliato; la figlia maggiore Gracie, isterica e fissata con i concorsi di bellezza; i due figlioletti Layton e T.S Spivet, molto diversi fra loro.

T.S. Spivet
Callum Keith Rennie (il padre), Dott.ssa Clair (Helena Bonham Carter), Gracie, Layton, T.S Spivet

Un giorno come tanti il telefono d’un tratto squilla, e la vita di T.S Spivet cambia.

Ma chi è T.S Spivet?

T.S Spivet è un genio. A soli 10 anni riesce a vincere il prestigioso premio Baird (che ogni anno viene assegnato allo scienziato dell’anno), grazie all’invenzione di un marchingegno che segue il moto perpetuo. Ma T.S non è solo questo. Narratore dell’intera storia, T.S Spivet è anche un bambino con immense fragilità, ma con uno spiccato senso del coraggio e dell’avventura. Bravissimo difatti il suo interprete, Kyle Catlett, che sebben giovanissimo, è capace di trasformare un momento di assoluta solennità, in lacrime amare, anche attraverso “l’appoggio” di Judy Davis, insopportabile segretaria dell’Istituto Smithsonian. In una sceneggiatura ben articolata e in una scenografia e fotografia degne dei più grandi premi, che rendono il tutto caldo e accogliente, sbuca come “una piccola talpa”, la figura di Helena Bonham Carter, minuziosamente attenta nel catalogare ogni insetto che le possa apparire davanti agli occhi. Un’attrice a tutto tondo (Big Fish, Fight Club, Il discorso del re), che con la sola movenza dello sguardo e del corpo, riesce a comunicare ogni singola emozione e la complessità psicofisica di Clair.

T.S. Spivet
Dott.ssa Clair (Helena Bonham Carter) e sua figlia Gracie

A soli 10 anni T.S Spivet,  riesce a vincere il prestigioso premio Baird (che ogni anno viene assegnato allo scienziato dell’anno), grazie all’invenzione di un marchingegno che segue il moto perpetuo. Ma T.S non è solo questo. Narratore dell’intera storia, T.S Spivet è anche un bambino con immense fragilità, ma con uno spiccato senso del coraggio e dell’avventura. Bravissimo difatti il suo interprete, Kyle Catlett, che sebben giovanissimo, è capace di trasformare un momento di assoluta solennità, in lacrime amare, anche attraverso “l’appoggio” di Judy Davis, insopportabile segretaria dell’Istituto Smithsonian. In una sceneggiatura ben articolata e in una scenografia e fotografia degne dei più grandi premi, che rendono il tutto caldo e accogliente, sbuca come “una piccola talpa”, la figura di Helena Bonham Carter, minuziosamente attenta nel catalogare ogni insetto che le possa apparire davanti agli occhi. Un’attrice a tutto tondo (Big Fish, Fight Club, Il discorso del re), che con la sola movenza dello sguardo e del corpo, riesce a comunicare ogni singola emozione e la complessità psicofisica di Clair. Dal regista e anche dallo stesso sceneggiatore de “Il favoloso mondo di Amélie” (capolavoro del 2001), “Il viaggio di T.S Spivet”è una sfida tra il ricordo e il pianto, tra la vivacità e l’intelligenza, tra l’amore di un genitore e quello di un figlio.

Alessia Lugli