Moonrise Kingdom

moonrise kingdomMoonrise Kingdom. Non è detto che le persone che appaiono felici possano esserlo davvero, e anche la persona più sola può trovare il proprio posto nel mondo.

Moonrise Kingdom è un piccolo gioiello nell’arte di Wes Anderson. Dopo aver visto “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” , ” Grand Budapest hotel”, penso che quest’uomo abbia una passione maniacale per la simmetria, sia per i personaggi che per quanto riguarda le scenografie, che rendono tutto quanto fiabesco, quasi irreale. Una regia che adoro, perché si basa sull’ eccellenza estetica degli esterni, e i personaggi approfonditi in maniera giusta e garbata: i grandi sono eterni scontenti, depressi, i più piccoli invece desiderosi di rivalsa e di avventura. Moonrise Kingdom

Moonrise Kingdom è un piccolo gioiello che narra le avventure di Suzy (Kara Hayward) figlia di due genitori che non si accorgono della sua assenza ( nel vero senso della parola), e di Sam (Jared Gilman) piccolo boy scout nel Campo Ivanhoe, guidato da Randy Ward (Edward Norton). Sam è orfano, e desideroso di quell’ affetto e quella spensieratezza che solo Suzy è in grado di donargli, facendolo sentire quasi un “uomo”.

Moonrise Kingdom, è la storia di due ragazzini che per evadere dalle proprie realtà, fuggono, realizzando il piccolo grande sogno di poter stare insieme.

moonrise kingdom
Bill Murray, Frances Mc Dormand, Edward Norton, Bruce Willis

Ma anche gli adulti hanno le proprie particolarità come ad esempio il comandante Sharp (Bruce Willis) che si occupa della loro scomparsa; i genitori di Suzy (Bill Murray e Frances McDormand) assenti e disattenti; l’assistente sociale ( Tilda Swinton), severa e rigida.Il cast è stellare, e la trama è semplice ma coinvolgente, in una scenografia in stile anni 60′!

Tutto colpisce l’attenzione dello spettatore, lo rapisce e coinvolge.

A proposito dei personaggi di Bill Murray e di Edward Norton. Bill Murray ha un espressione da “eterna faccia da schiaffi” che adoro.Edward Norton invece, muta, esplora se stesso, lo vediamo disperato, cosciente della propria malinconia.

Il messaggio che lascia il regista è velato, ma esiste: non è detto che le persone che appaiono felici possano esserlo davvero, perché anche la persona più sola può trovare il proprio posto nel mondo.

Alessia Lugli