Dogman (2018, regia di Matteo Garrone) recensione

Dogman. Un film che mette in contrasto l’umanità e la bestialità.

Dogman

Dogman
Marcello (Marcello Fonte)

Periferia di Roma. Marcello (Marcello Fonte) è un uomo amato da tutti nel quartiere. Proprietario di un negozio di toelettatura per animali (Dogman), affettuoso con sua figlia Alida e grande amante dei cani. Costretto continuamente a fare i conti con Simone (Edoardo Pesce), un ex pugile che maltratta tutti i negozianti del quartiere. Il povero Marcello è succube del bestione che lo costringe a commettere con lui una moltitudine di crimini. Ma un giorno, il mite Marcello avrà la sua vendetta.

Per girare “Dogman”, Matteo Garrone prende ispirazione da quello che è passato alla storia come il delitto del Canaro: l’omicidio dell’ex pugile Giancarlo Ricci per mano di Pietro De Negri.

La scena iniziale del film riassume perfettamente la situazione del quartiere dove lavora Marcello, e dove Simone la fa da padrone tormentando i tranquilli lavoratori. Un grosso pitbull bianco si trova dentro la vasca per essere lavato, il suo ringhio e il suo abbaiare terrorizza tutti gli altri cani che se ne stanno buoni dentro le loro gabbie. Persino Marcello ha paura di avvicinarsi a quella bestia inferocita.

Dogman
Simone (Edoardo Pesce) e Marcello

“Potrebbe sembrare un film di vendetta. Ma penso che Dogman sia anche un film sul disperato bisogno di dignità in un mondo in cui la legge del più forte prevale, e la violenza sembra l’unica via d’uscita”

Onestamente mi sono sforzato di trovare dei difetti in “Dogman”, ma non ci riesco. Un film ottimamente girato da Matteo Garrone (“Il racconto dei racconti“) con una fotografia di Nicolai Bruel che rende perfettamente l’idea della Roma periferica e degradata. I due attori principali, Marcello Fonte (“Io sono tempesta“) ed Edoardo Pesce (“Fortunata“) sono estremamente bravi nei rispettivi ruoli. Anche se ispirato a fatti realmente accaduti, Garrone ha dichiarato di non voler ricostruire la vera storia, ma mettere in risalto l’ambiguo rapporto che hanno Marcello e Simone. Tutto quanto gli riesce bene, anche la scelta del posto su un mare grigio e sporco aiuta a rendere “Dogman” suggestivo.

Dogman

DogmanMarcello, è il classico personaggio che se commette illegalità, mantiene la sua candida natura. Soggiogato da Simone, intimorito e affascinato al tempo stesso dalla sua brutalità, Marcello spaccia, partecipa ai furti.

Eppure il male non sembra penetrare la sua anima.

Questo aspetto del personaggio, viene accentuato ancora di più nelle scene in cui si occupa di sua figlia o si prende cura dei cani che deve lavare, pettinare e sistemare. In quelle scene si vede tutta la purezza di Marcello.

In competizione per la Palma D’Oro al Festival di Cannes e un premio per la Migliore Interpretazione Maschile a Marcello Fonte, non mi resta che fare i complimenti a Matteo Garrone per aver diretto questa bella pellicola.

Andrea Di Mastrorocco