American Hustle (2013, regia di David O. Russel) recensione

American Hustle. “Le persone credono a quello a cui vogliono credere.”

 

American Hustle
Richard “Richie” Dimaso (Bradley Cooper) e Irving Rosenfeld (Christian Bale)

Fine anni ’70. L’agente dell’FBI Richard “Richie” DiMaso (Bradley Cooper), incastra i due truffatori Irving Rosenferld (Christian Bale) e la sua complice, nonché amante, Sidney Prosser (Amy Adams). Richie riesce ad assicurarsi la loro collaborazione minacciando Irving di portargli via il figlio e la moglie Rosalyn (Jennifer Lawrance). L’obiettivo è incastrare il corrotto sindaco di Camdem, Carmine Polito (Jeremy Renner).

David O. Russell si ispira al vero caso Abscom (storia di un truffatore che fu costretto acollaborare con l’FBI), prendendosi molte libertà nello scrivere la sceneggiatura insieme a Eric Warren Singer (“Red Sparow“). Il risultato è una storia poliziesca fatta di continui colpi di scena, scenate di gelosia, tradimenti, mafia e sogni per una gloriosa carriera. Il talento del regista di mescolare tragedia e commedia è più evidente del solito in “American Hustle”, che probabilmente è il suo miglior lavoro.

American Hustle
Carmine Polito (Jeremy Renner) e Irving

Russell prende tutti i migliori attori dei due precedenti film e li metti insieme per formare un cast stellare (Christian Bale e Amy Adams da “The Fighter“; Bradley Cooper e Jennifer Lawrance da “Il lato positivo“). Utilizza questi grandi talenti del cinema moderno, per raccontare la potenza del falso, della menzogna e della messa in scena; metafora del cinema, se vogliamo. Unisce la sobrietà di una storia leggera come “Il lato positivo” ad una profonda introspezione come in “The Fighter“.

American Hustle
Richie e Sidney Prosser (Amy Adams)

“Sentivo come se ci fosse un segreto che conoscevamo solo noi due, sapete com’è… Quando hai voglia di stare sempre con un’altra persona e senti che tu e lei capite qualcosa che non capisce nessun’altro.”

Come già detto, “American Hustle” è ben lontano dalla vera vicenda (come già scritto sopra si ispira al vero caso Abscom), e questo accade grazie ad un giusto utilizzo del grottesco. I personaggi hanno dei particolari che li rendono divertenti: buffi riporti, boccoli per riccioli, ridicoli vestiti e spropositati pelliccioni. Tutto ciò serve ad ostentare fino all’eccesso la moda degli anni ’70, trovando sprazzi inediti di sottile umorismo. Lo sviluppo dei personaggi è da sempre una delle più evidenti caratteristiche di David O. Russell, ma questa tocca veramente l’apice, grazie anche alla bravura dei quattro attori.

“American Hustle” è, dunque, un altro grande successo firmato da David O. Russell che, a quanto pare, ha trovato le persone giuste con cui lavorare.