Jurassic World – Il regno distrutto (2018, regia di Juan Antonio Bayona) recensione

Jurassic World – Il regno distrutto. Godibile, ma niente di eccezionale. 

ALLERTA SPOILER!!!!!!!

 

Jurassic World
Blue e Owen Grady (Chriss Pratt)

Isla Nublar sta per essere definitivamente distrutta dalle continue eruzioni di un immenso vulcano. La questione che sta cogliendo l’attenzione del mondo è che i dinosauri si trovano sull’isola.: devono essere salvati oppure causare una nuova estinzione? Il governo americano, sotto consiglio di Ian Malcolm, ha deciso di non effettuare nessuna operazione di salvataggio degli animali preistorici. Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) non è d’accordo con la decisione, e con l’aiuto di Benjamin Lockwood (James Cromwell), un anziano milionario che vuole salvare i dinosauri, organizza una spedizione di salvataggio. Insieme ad Owen Grady (Chris Pratt) parte alla volta di Isla Nublar con lo scopo di portare in salvo undici specie di animali preistorici, compresa Blue (il velociraptor di Owen). Una volta arrivati sull’isola, però, scopriranno che dietro la loro missione si cela una cospirazione.

Potremmo dividere “Jurassic World – Il regno distrutto” in tre parti: un inizio decisamente scadente e prevedibile, una parte centrale godibile e scorrevole, ed un finale che rovina quanto di buono fatto fino a quel momento. Il modo migliore per analizzare questa pellicola è procedere per gradi.

“Erano qui prima di noi, e se non stiamo attenti, saranno qui anche dopo”

Jurassic World
Claire (Byce Dallas Howard) Owen e Maisie (Isabella Sermon)

L’innovazione del film, sta nel portare i dinosauri nel regno dell’uomo, e non viceversa. “Jurassic World – Il regno distrutto”, infatti, si svolge nella tenuta Lockwood, dove Eli Mills (Rafe Spall), l’assistente del vecchio Benjamin, ha organizzato un’asta per la vendita dei dinosauri, alle persone più ricche ed eccentriche del pianeta. Il pezzo forte dell’asta è una nuova specie di ibrido creato in laboratorio, che il dottor Henry Wu (BD Wong) e Eli, hanno chiamato Indoraptor. Anche se le analogie con i due film di Spielberg (“Jurassic Park” e “Il mondo perduto“) sono molte, la trama si sviluppa in maniera differente.

Concentriamoci un attimo sui personaggi. Claire e Owen li conosciamo già, anche se lei è totalmente un’altra persona rispetto al primo capitolo. Da sfruttatrice della tecnologia più avanzata, ad attivista leader di un gruppo che vuole a tutti i costi impedire l’estinzione dei dinosauri di Isla Nublar. Mentre Owen è lo stesso personaggio del primo film, l’eroe della situazione affezionato a Blue. Sarebbe stato interessante vedere lo sviluppo di nuovi personaggi come la veterinaria amica di Claire, e il ragazzino di colore esperto di computer. Il mancato sviluppo dei nuovi personaggi è uno dei difetti di “Jurassic World – Il regno distrutto”. La stessa cosa vale per Maisie Lockwood, la nipotina di Benjamin, che poi si scoprirà essere solamente un clone con il DNA della figlia di Lockwood (cosa assolutamente inutile ai fini della trama).

“La potenza genetica è stata liberata”

Jurassic World

Un passo avanti è stato fatto sul piano della regia. Juan Antonio Bayona (“Sette minuti dopo mezzanotte“, “The Impossible“) riesce a dare quel pizzico di innovazione che mancava nel prequel. Nonostante il film sia, tutto sommato, abbastanza prevedibile, ha quel giusto grado di suspance, creato da riflessi e da ombre, che lo rende guardabile. Ma la cosa peggiore, Bayona la fa distruggendo il mito del Tirannosauro. Sia in “Jurassic Park” sia ne “Il mondo perduto”, il T-Rex era il terrore per eccellenza, il mostro che annunciava il suo arrivo facendo tremare la terra. Nel film di Bayona (e anche nel precedente) è una sorta di paladino della giustizia, che dopo aver salvato la vita dei protagonisti (più di una volta) si dilegua senza degnarli di uno sguardo. Personalmente, sono rimasto abbastanza deluso e incredulo.

Jurassic World

Ed eccoci giunti alla nota più dolente del film. Dopo tutto quello che è accaduto, dopo che il governo si è schierato contro la loro sopravvivenza, dopo che è stato deciso che si devono estinguere per la seconda volta, i dinosauri vengono liberati e lasciati liberi di vagare per la città. A questo punto sarebbe quasi presumibile che il terzo capitolo, che tornerà in mano a Colin Trevorrow (il regista del primo film), sia ambientato in un mondo post apocalittico in cui i dinosauri dominano la Terra e l’uomo è costretto a vivere in una nuova preistoria…

Non resta che attendere e vedere cosa succederà. L’uscita è prevista per giugno del 2021.

Andrea Di Mastrorocco