Nosferatu – il vampiro (1922, regia di F. W. Murnau)

Nosferatu. Le origini dei vampiri al cinema.

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Conte Orlok (Max Schreck)
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locandina del film

Tratto dal celebre romanzo di Bram Stoker “Dracula” . E’ un adattamento della sceneggiatura di Henrik Galeen, che per non pagare i diritti cambiò il nome dei personaggi, l’ambientazione ed il finale.

Thomas Hutter (Gustav von Wangenheim), dipendente di un’agenzia immobiliare di Brema, viene mandato dal suo capo, il signor Knock, in una remota regione dei Carpazi per trattare l’acquisto di una proprietà nella loro città. Il ricco uomo che vuole acquistare la casa è il Conte Orlok (Max Schreck), un personaggio inquietante e misterioso. L’entusiasmo di Hutter, che ha lasciato a Wisborg la sua futura sposa Ellen (Greta Schröder), si placa quando si rende conto che il suo ospite è in realtà un Nosferatu (un non-morto). Le disgrazie che seguiranno all’incontro con il Conte Orlok, metteranno nei guai non solo il giovane agente immobiliare, ma anche tutta la città di Brema e, soprattutto la sua fidanzata Ellen. Dopo aver sterminato l’intero equipaggio della nave che lo trasporta a Brema, Nosferatu infesta tutta la città con la peste. Solamente il sacrificio della giovane Ellen, che offre il suo sangue al Conte Orlok  e lo tiene sveglio fino all’alba, salva i suoi concittadini dalla terribile epidemia.

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Ellen Hutter (Greta Schroder)

Il titolo originale del film di Murnau, in lingua tedesca è “Nosferatu – eine Symphonie des Grauens” (“sinfonia dell’orrore”). Oltre a segnare il primo grande successo nella carriera del regista tedesco Friedrich Wilhelm Murnau, Nosferatu fu anche il primo adattamento cinematografico del romanzo di Bram Stoker. Inoltre, diede il via alla tradizione di usare i vampiri come personaggi nei film.

“Si è ferita lei… prezioso sangue”

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Nonostante Galeen (lo sceneggiatore), avesse cambiato i caratteri principali del libro, la trama segue in maniera inconfondibile la storia originale del romanzo gotico. Per capire quanto Galeen e Murnau abbiano riadattato a loro piacimento la storia, basta guardare il protagonista, che non ha niente a che vedere con il bello e affascinante Conte Dracula descritto da Bram Stoker. Il Conte Orlok è infatti un’essere mostruoso, che mette paura solamente guardandolo. Cranio completamente calvo, occhi grandi e infossati, circondati da nere occhiaie, naso ricurvo come il becco di un’aquila, lunghi artigli e denti da roditore. Spaventoso ed estremamente grottesco. Tutto questo è Orlok, un incubo camminante in grado di rappresentare sia la forza sia l’irrazionalità della paura stessa.

Il motivo del grande successo di “Nosferatu” è decisamente il risultato di un lavoro impegnativo, che comprende una serie di fattori diversi tra loro. Per cominciare è proprio l’aspetto del vampiro che rende il film così affascinante. L’espressività e i movimenti di Max Schreck (Conte Orlok), mescolati al gioco di luci e ombre messo in scena da Murnau, rendono questo personaggio unico. Ma la vera maestria del regista sta nel rendere suggestivo ogni paesaggio, facendo emergere in maniera perfetta la natura più tetra e sinistra di ogni singolo luogo. Durante il suo viaggio Hutter si ritrova gradualmente ad attraversare cittadine e lande sempre più tetre, fino ad arrivare al castello di Orlok, vera e propria dimora delle tenebre. Tetraggine che poi avvolgerà anche Brema, che prima dell’arrivo del vampiro era una città lucente e soleggiata. Per concludere, tutto ciò viene maggiormente marchiato grazie al viaggio del nero veliero che trasporta il Conte. Il lento procedere della nave fantasma è la perfetta metafora di terrore, che sta per arrivare ed abbattersi su Brema.

“La mancanza d’amore è una condanna peggiore della morte”

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Piccola curiosità: il film è stato interamente girato al di fuori degli studi cinematografici, ogni luogo che vediamo è reale. Il regista e tutto lo staff, hanno infatti dovuto viaggiare per tutta le Germania del Nord ed arrivare fino in Romania per girare alcune scene.

Se oggi possiamo goderci la visione di questo splendido film è solo grazie Murnau e non soltanto perché è colui che lo ha girato. Nel 1925, la vedova di Bram Stoker fece causa alla casa produttrice del film per plagio, e riuscì ad ottenere la vittoria. Di conseguenza tutte le copie di “Nosferatu” furono distrutte. Fortunatamente Murnau riuscì a nascondere a e salvarne una copia, dalla quale discendono tutte le copie che oggi sono distribuite in tutto il mondo.

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la morte del Conte Orlok

Per diverso tempo i critici cinematografici hanno ipotizzato che, nascosto dietro al forte trucco e all’aspetto terrificante del Conte Orlok, ci fosse lo stesso Murnau, poiché non era stata resa nota la notizia che l’attore interprete del vampiro fosse Max Schreck. Per inciso, in tedesco “Max Schreck” significa massimo orrore o paura massima.

Molti registi hanno, negli anni avvenire, omaggiato il lavoro di Murnau. Tim Burton, per esempio, diede il nome di Max Shreck al personaggio di Christopher Walken nel suo “Batman – il ritorno”, appunto per omaggiare l’attore tedesco. Stanley Kubrick si è ispirato alla melodia de la “cavalcata della morte” del carro funebre di “Nosferatu” per le scorribande notturne di Alex e dei suoi drughi in “Arancia Meccanica“. Infine, Werner Herzog ha preso spunto dal film di Murnau per il suo “Nosferatu – principe della notte” (1979), dove però i personaggi hanno i nomi originali.

Andrea Di Mastrorocco