The Predator

The Predator. Una nuova razza di cacciatori.

Nel 1987, John McTiernan aveva fatto approdare sulla Terra delle strane creature aliene. Inarrestabili e crudeli, ma con un codice d’onore particolare: cacciare dando alla preda la possibilità di difendersi. In una giungla claustrofobica avveniva lo scontro tra un gruppo di forzuti soldati, capitanati dal Maggiore Dutch Schaefer (Arnold Schwarzenegger), e i Predator venuti dallo spazio.

the predator
Lynch (Alfie Allen), Coyle (Keegan-Michael Key), Baxter (Thomas Jane), Nettles (Augusto Aguilera), Quinn McKenna (Boyd Holbrook), Nebraska Williams (Trevante Rhodes)

Oggi, Shane Black ci propone un nuovo tipo di scontro, in cui sia le prede sia i cacciatori sono cambiati. Dimenticate i soldati bene addestrati, ligi al dovere e con una brillante carriera. In “The Predetor” vediamo degli uomini che un tempo sono stati soldati, ma che adesso sono solo dei relitti umani, identificati come “pazzi”. Padri falliti, aspiranti suicidi, mentalmente instabili e autolesionisti: questo è il gruppo sgangherato con cui si ritrova a dover lavorare il tiratore scelto Quinn McKenna (Boyd Holbrook), per difendere la Terra dalla caccia dei Predator. E, cosa non meno importante, deve impedire che suo figlio Rory (Jacob Tremblay), cada vittima della caccia spietata dei terrificanti alieni. Ad aiutarlo, oltre alla sua pazza unità, c’è la dottoressa Casey Bracket (Olivia Munn), che da anni è coinvolta in una ricerca riguardante proprio i Predator.

Nonostante gli omaggi al lavoro di McTiernan, il film di Shane Black si distanzia molto dalla pellicola che ha reso celebre questa saga. La tensione claustrofobica che lentamente si faceva spazio nel cult del 1987, lascia spazio ad una trama che va di corsa, senza esclusione di colpi e di battute.

the predator

“The Predator” pone delle buone basi per quello che dovrebbe essere l’inizio di una nuova trilogia, con nuovi personaggi e con una nuova razza di cacciatori da fronteggiare. Perché oltre al piacere della caccia, l’obiettivo dei Predator è quello di evolversi per diventare sempre più forti. Nello stesso modo, anche l’umanità si evolve. Perché se il Maggiore Schaefer altro non aveva che la sua forza fisica per combattere l’invasione aliena, McKenna ha a disposizione tutta la tecnologia di ultima generazione (compreso qualche gingillo alieno). E visto il finale, sembra proprio che la guerra per l’evoluzione non finisca qui…

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Scanzonato al punto giusto, con quel pizzico di esagerazione che non guasta, “The Predator” è una pellicola che diverte e intrattiene lo spettatore. Sebbene l’esperimento di riportare sul grande schermo una saga sacra nel suo genere sia una bella sfida, Shane Black riesce a superarla egregiamente, omaggiando il lavoro di McTiernan e aggiungendo qualche suo piccolo tocco personale.

Andrea Di Mastrorocco