A Star is Born

A star is born
Jackson Maine (Bradley Cooper) ed Ally (Lady Gaga)

Era il 1937 quando William A. Wellman scrisse e diresse “E’ nata una stella”, che gli valse la vittoria agli Oscar nel 1938 come miglior soggetto. A distanza di ottantuno anni sono stati realizzati ben tre remake: nel 1954 con Judy Garland, nel 1976 con Barbra Streisand, e nel 2018 con Lady Gaga. Quest’ultimo, intitolato “A Star is Born”, sceneggiato, prodotto, diretto e interpretato da Bradley Cooper, segna il suo debutto alla regia.

Ma di cosa parla “A Star is Born”?

è nata una stella
Norman Maine (James Mason), Esther Blodgett (Judy Garland)

Chi conosce o ha potuto vedere le tre precedenti versioni, sa che più o meno la storia è sempre la stessa.

I primi due capitoli si concentravano sulla storia di Norman Maine, un attore alcolizzato che un giorno come tanti incontra Esther Blodgett, che aspira a diventare qualcuno nella vita. Norman riesce a vedere chi lei sia veramente, al dì là del trucco, oltre le barriere di una società più incline all’apparenza che all’arte stessa. Esther avrà più successo del marito, che nasconde i propri disagi e turbamenti nell’alcol. Così tra promesse infrante e cliniche per superare il problema dell’alcolismo, Norman decide di compiere un gesto estremo per far sì che Esther non abbandoni mai la carriera per star dietro a lui, un uomo perso e ormai finito.

Judy Garland nella seconda versione del 1954 fu bravissima, decretando forse il suo secondo miglior successo dopo “Il mago di Oz”. Un film bellissimo, armonioso, e poetico a suo modo, nel raccontare il coronamento di un sogno, o forse due. Norman è l’esatto esempio di un signore, colui che mostra tutto se stesso per far sì che la donna che ama e che poi sposerà. abbia una vita gratificante, incantato nel sentirla cantare e nel guardarla ogni volta come se fosse l’ultima.

A star is born
Ally (Lady Gaga)

Più o meno è quello che accade ad Ally (Lady Gaga) e Jackson Maine (Bradley Cooper), una cantautrice che sogna, ma che a causa del suo aspetto fisico, sente che non potrà mai essere qualcuno, esibendosi in un locale di  drag queen, dove Jackson entra per caso e la nota per la prima volta. Jackson è un cantante e musicista sulla cresta dell’onda, ma a causa di un problema con l’acufene, che porta con sé da quando era ancora un bambino, trova nell’alcol un inseparabile compagno.

A star is born
Jackson Maine (Bradley Cooper)

Ma quando la voce di Ally e le parole che scrive entrano come un uragano nella sua vita, durante una lunga notte passata insieme, la loro esistenza cambierà.

“A Star is Born” è una favola amara, carica di una bella forza emotiva iniziale. Lui incontra lei, lei ha talento, le parole che scrive e che interpreta sono verità. Quelle verità di cui Jackson ha un forte, disperato bisogno. Jackson la vede, la legge, la sfiora, la divora con gli occhi, innamorandosi di lei e della sua voce all’istante. Ally viene travolta dalla gentilezza di quest’uomo apparso dal nulla, ma che in lei vede qualcosa che mai nessuno si era mai soffermato ad osservare.

A star is born

“A Star is Born” è un film audace, che vorebbe presentarci una storia d’amore epica con una trama già vista, una storia già raccontata, che ahimè non aggiunge niente di innovativo al genere. Bradley Cooper inizia bene il proprio percorso registico, sottolineando più volte la bravura di lei e la connesione emotiva e professionale tra Ally e Jackson, stupendoci in un meraviglioso primo tempo, con arrangiamenti alla Eddie Vedder e la voce trascinante di Lady Gaga, che con “Shallow” e “Maybe it’s time” ci trasporta in un universo parallelo. Bellissime le canzoni, gli arrangiamenti, ma soprattutto le parole, scritte da Lady Gaga con la collaborazione di Bradley Cooper.

a star is born

Ma quel che non va è la fase di declino fra Ally e Jackson. Durante la visione, Bradley Cooper sembrava avesse fretta di finire di raccontare la storia. Un montaggio troppo frettoloso che non fa godere appieno lo spettatore della moltitudine di emozioni che Ally e Jackson vorrebbero fornire. Il messaggio stesso è sbagliato. Tornando indietro nel tempo al 1954, troviamo Norman che sciacqua delicatamente il viso di Esther da un trucco troppo pesante, proprio perché lei è bellissima così com’è, come solo lui riesce a vederla e come tutto il mondo farà poi. Qui invece Jackson ha quasi paura ad affrontare Ally, quindi beve, quindi la offende. Non sa come gestire la situazione quindi accetta amaramente che Ally distrugga la propria integrità.

“A Star is Born” è una storia d’amore che incanta all’inizio, ma che si perde clamorosamente nella frettolosità della seconda parte… oltre che a fornirci una moltitudine di parolacce… peccato. Ma come who già scritto, la pellicola non ci fornisce niente di nuovo… a parte le canzoni.

Alessia Lugli