7 sconosciuti a El Royale

7 sconosciuti a El Royal. Il secondo lavoro di Drew Goddard si pone a metà strada tra il noir e il thriller

7 sconosciuti a el royale
Padre Daniel Flynn (Jeff Bridge) e Darlene Sweet (Cynthia Erivo)

Situato esattamente tra due stati, il Nevada e la California, il motel El Royale in breve tempo diventa il ritrovo di sette singolari personaggi. Alcuni sono lì solo di passaggio, altri per uno scopo ben preciso, e altri ancora sono capitati per caso. Ci sono un prete, una cantante, un venditore di aspirapolvere, due sorelle, il concierge e un uomo molto pericoloso. Sembrerebbe l’inizio di una barzelletta, ma una barzelletta di certo non è. Tra di loro non si conoscono (eccetto le due sorelle), ed è da subito evidente che ognuno nasconde un segreto. El Royale ne ha molti, e nel giro di una notte vengono tutti a galla.

Hitchcock insegna: se un film si svolge in un motel c’è sicuramente qualche torbido mistero, qualche losca azione e un decesso imminente. Tutto questo compone la trama di “7 sconosciuti a El Royale”, ma Goddard sceglie di raccontare la storia avvicinandosi molto più allo stile di Tarantino piuttosto che non a quello del Maestro del Brivido.

7 sconosciuti a el royale
Emily Summerspring (Dakota Johnson)

Tecnicamente il lavoro di Goddard è più preciso e meno confusionario rispetto a quello del regista di “Pulp Fiction”. La simmetria delle inquadrature e i lenti movimenti di camera, donano un senso di attesa che aumenta la voglia di scoperta nello spettatore. La caratterizzazione dei personaggi, ben studiata, è ottimamente interpretata. Scenografia e colonna sonora, composta da bellissime canzoni risalenti agli anni 50/60, reggono molto bene la messa in scena, accompagnando i personaggi.

7 sconosciuti a el royale
Billy Lee (Chris Hemsworth)

“Da che parte state? Ragione o torto? Dio o nessun Dio? Rosso o nero?”

Purtroppo, se tecnicamente il film non ha difetti, la sceneggiatura ha dei punti piuttosto marginali, se non pleonastici. Tarantino è solito aggiungere dei piccoli particolari, senza mai svelare cosa sono, ma donando un’importanza estremamente rilevante ai fini della trama, basti pensare al contenuto della valigia di “Pulp Fiction”. Goddard tenta di emulare lo stile tarantiniano, ma purtroppo l’esperimento fallisce. Non sapremo mai quali fotogrammi compongono la pellicola conservata dal concierge Miles (Lewis Pullman), oppure il vero scopo di Laramie Seymour Sullivan (Jon Hamm), ma non importa perché con o senza la loro presenza il film sarebbe stato pressoché lo stesso. Ed è un vero peccato, perché uno sviluppo migliore della trama avrebbe reso “7 sconosciuti a El Royale” un film più che ottimo. Ma questa imperfezione di certo non lo rende una pellicola scadente. La storia infatti scorre bene, intriga e diverte al tempo stesso, assistita anche da risvolti di trama che non ti aspetti.

7 sconosciuti a el royale
Laramie Seymour Sullivan (John Hamm), Padre Daniel Flynn e Darlene Sweet

Il cast funziona, complice anche la dettagliata caratterizzazione dei personaggi. Tutti quanti svolgono il proprio ruolo in maniera ineccepibile, dal Premio Oscar Jeff Bridges (padre Daniel Flynn) al giovane Lewis Pullman (il concierge Miles). Chris Hemsworth (il pericoloso Billy Lee) sfoggia il suo fisico scolpito e tira fuori una performance carismatica e auto ironica. Buona la performance di Cyntia Erivo (la cantante Darlene Sweet). Dakota Johnson e Cailee Spaney (le sorelle Emily e Rose Summerspring), molto brave nei loro ruoli. Infine John Hamm (il venditore di aspirapolvere Laramie Seymour Sullivan) è un uomo astuto, divertente e ambiguo: pane per i suoi denti insomma.

In conclusione. Drew Goddard è un regista che promette decisamente bene e il suo “7 sconosciuti a El Royale” ne è la dimostrazione.

Andrea Di Mastrorocco