First Man – Il primo uomo

First Man. Damien Chazelle e Ryan Gosling di nuovo insieme.

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Neil Armstrong (Ryan Gosling)

Applaudito alla 75° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, “First Man” è il quarto lavoro del giovane regista Damien Chazelle. Un’altra grande soddisfazione dunque per il più giovane regista della storia ad essersi aggiudicato un Premio Oscar. Tratto dal libro biografico “First Man: the life of Neil A. Armstrong”, racconta il percorso intrapreso dall’astronauta della NASA per arrivare ad essere il primo uomo a mettere piede sulla superficie lunare. Chazelle si affida nuovamente a Ryan Gosling, ma questa volta ad affiancarlo c’è una bravissima Claire Foy.

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“Ci sono dei rischi ma abbiamo tutte le intenzioni di tornare”.

Armostrong (Ryan Gosling) è un uomo angosciato, ferito nel profondo, sconvolto da un tremendo evento che lo tormenta. Non riesce a superare la paura di perdere le persone a lui vicine, tuttavia continua imperterrito un addestramento talmente angosciante e rischioso, da stare male. Piange e si dispera, ma continua ostinatamente a seguire il proprio obiettivo. In questo percorso Neil è accompagnato passo dopo passo da sua moglie Janet (Claire Foy), una donna forte e lacerata che sostiene il marito, ogni giorno, per tutti i giorni nel corso degli anni. Neil e Janet sono anime gemelle, e questo aspetto della loro vita viene messo bene in chiaro più di una volta durante lo svolgimento di “First Man”. Hanno il bisogno del reciproco contatto fisico e del sostegno morale l’uno dell’altra.

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Neil e sua moglie Janet (Claire Foy)

Damien Chazelle ha un talento sconfinato e con “First man” dimostra di possedere un’idea registica diversa per ogni film. Ogni minimo particolare viene diligentemente curato. Dai razzi spaziali fino ai più minimi dettagli, come la vestizione della tuta da astronauta, ogni cosa ha il proprio scopo e la propria utilità.

La potenza delle immagini trasmesse sullo schermo da Chazelle è impressionante. Il modo in cui sceglie di raccontare una storia ormai nota è originale. La regia, completamente diversa dai sui precedenti lavori (“Whiplash” e “La La Land”) è volutamente disturbante, e il modo in cui le immagini traballano durante l’addestramento e il volo rendono l’idea di panico e ansia e un profondo senso di nausea accomuna sia i personaggi sia lo spettatore. I toni vintage che il regista ha donato alla sua opera, vanno perfettamente a braccetto con l’epoca in cui si svolge la vicenda arricchita da immagini di repertorio.

E poi venne il silenzio.

Chazelle sceglie la forza del silenzio come un forte impatto emotivo, accentuando la sacralità di un momento stampato ormai nella memoria di ogni singolo individuo. Milioni di persone il 20 luglio 1969 sono rimaste incollate alla radio e agli schermi di tutto il mondo per assistere al primo passo dell’uomo sulla Luna.

“Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità!”

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“First Man” non è solo il racconto di come l’uomo sia riuscito a raggiungere la Luna, ma è una storia colma di lutti, di fatiche, di sofferenze e di sacrifici. Non si sa come Neil Armostrong abbia affrontato tutto questo, ma lo possiamo supporre da come Chazelle presenta a noi prima l’uomo e poi l’astronauta. E’ una storia che si regge sulla contrapposizione tra intimità e lo Spazio nella sua infinita grandezza. L’obiettivo di Neil Armstrong è arrivare sulla Luna, ma soprattutto desidera raggiungere l’impossibile regalando anche se per un solo attimo un sogno alla persona che più ha amato al mondo. Questa è la grande originalità del film diretto da Chazelle: la questione principale non è arrivare sulla Luna prima dei russi, non è risollevare un paese devastato dalla guerra in Vietnam, non è dimostrare al popolo americano che gli Stati Uniti sono ancora la più grande potenza al mondo. La questione principale è molto più personale, e riguarda solo e soltanto Neil Armstrong.

Ma la grande domanda che ci poniamo da quasi cinquant’anni è: l’uomo il 20 luglio 1969 ha realmente stampato la propria impronta sulla Luna?

Alessia e Andrea