Animali fantastici – I crimini di Grindelwald

I crimini di Grindelwald. Johnny Depp vs Jude Law.

i crimini di grindelwald
Jacob (Dan Fogler) e Newt Scamander (Eddie Redmayne)

Sebbene sconvolga alcuni dei principi fondamentali del mondo popolato da maghi e da streghe, “Animali Fantastici: i crimini di Grindelwald”, crea le basi e le alleanze per i capitoli successivi. Bello visivamente, purtroppo presenta molti buchi nella trama, conseguenza di una sceneggiatura, scritta da J.K. Rowling, che tralascia alcuni particolari decisamente importanti.

Siamo nel 1927, ad un anno di distanza dagli avvenimenti di New York. Grindelwald (Johnny Depp) riesce ad evadere durante il trasferimento dalla prigione di MACUSA, in Inghilterra, a quella di New York. Non fidandosi degli uomini del Ministero, Silente (Jude Law) chiede aiuto a Newt Scamander (Eddie Redmayne) per fronteggiare questa nuova minaccia. Nel frattempo Credence (Ezra Miller) è in cerca della sua vera identità.

In una Parigi magica ma poco credibile, celata agli occhi dei Babbani, colma di creature incredibili, ha luogo la battaglia tra l’esercito di Grindelwald, che minaccia sia il mondo magico che il mondo dei Nomag, e i maghi che vogliono impedire l’ascesa dell’eterno rivale di Albus Silente.

“Se avesse avuto il piacere di averlo come studente, saprebbe che Newt non è il tipo che esegue gli ordini”

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Nagini (Claudia Kim)

L’inizio della pellicola è una sequenza ben girata, con ottimi effetti visivi e un ritmo serrato. La parte centrale può vantare una computer grafica degna di questo nome, sebbene presenti alcune forzature piuttosto evidenti. Perfetto esempio della qualità visiva di “Animali fantastici: I crimini di Grindelwald” è la sequenza in cui Newt si immerge in acqua per curare la ferita del suo Kelpie, un drago marino. Il lago in cui riemergono, circondato da verdi colline, è una goduria per gli occhi. Nonostante qualche evidente buco nella trama, “Animali fantastici: i crimini di Grindelwald” è un film godibile almeno per tre quarti della sua durata.

Durante lo svolgimento della pellicola, possiamo ammirare alcuni luoghi che ai fan di Harry Potter sono noti e molto cari, come il Ministero della Magia Britannico; Nurmengard, la prigione creata da Grindelwald per rinchiudere i Babbbani; e ovviamente la cara vecchia Hogwarts!

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Ma ciò che vi è di buono nel film di David Yates, viene rovinato nel finale, con una rivelazione che stravolge tutto quello che fino ad adesso sapevamo sul mondo magico di J.K. Rowling e, in particolare, sulla storia di Albus Silente.

A proposito di Silente. Jude Law è decisamente una delle note positive. Interpreta un giovane Albus, insegnante di difesa contro le arti oscure ad Hogwarts, che si trova a fare i conti con il suo vecchio amico e rivale. Anche se vestito con abiti da Babbano, Jude Law interpreta bene il personaggio che fu di Richard Harris prima e di Michael Gambon poi. Come nella saga di Harry Potter, il Silente di Jude Law è molto affezionato ai suoi studenti, e nutre un forte interesse per i ragazzi con un talento particolare, come Newt Scamander e Leta Lestrange, che nella versione adulta è interpretata da Zoe Kravitz.

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Albus Silente (Jude Law) e Newt Scamander da ragazzo

“Io non posso agire contro Grindelwald, dovrai farlo tu!”

Soffermiamoci sul personaggio di Grindelwald. Il suo scopo è pressapoco lo stesso di Voldemort: eliminare i Babbani e i mezzosangue, ma il modo in cui porta avanti i suoi piani è del tutto diverso. Grindelwald è un calcolatore, un uomo freddo, inquietante e magnetico, ma con i modi pacati da gentleman. Non si scompone mai e non perde mai la pazienza, come se avesse tutto sotto controllo, ed ogni cosa sembra andare esattamente come lui ha pianificato. La sua sola presenza riesce a mettere in soggezione, e porta lo spettatore a chiedersi quale sarà la sua prossima mossa.

Il discorso che pronuncia ai suoi seguaci lo pone sullo stesso piano di Thanos in “Avengers: Infinity War”. Durante il suo comizio, mostra ad un pubblico venerante visioni della Seconda Guerra Mondiale (che all’epoca ancora doveva scoppiare), facendo intendere che simili orrori possono avvenire solo se i Babbani continueranno ad avere il controllo del mondo e che è necessario che i maghi prendano in mano la situazione per fermare la guerra incombente. Per un attimo Grindelwald ti porta a pensare che effettivamente lui abbia ragione, e che grazie al suo intervento il più grande conflitto della storia potrebbe non abbattersi sull’umanità.

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Gellert Grindelwald (Johnny Depp)

Le sequenze migliori di “Animali fantastici: i crimini di Grindelwald” sono legate proprio al personaggio di Johnny Depp, anche se devo ammettere che sono rimasto incantato dal bellissimo esemplare di gatto gigante/drago cinese/leone/tigre dai denti a sciabola di cui non ricordo il nome. Il modo in cui Newt lo addomestica conferma ciò che afferma Hagrid in “Harry Potter e la pietra filosofale”: “il trucco con ogni bestia è sapere come calmarla!”.

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Tina (Katherina Waterston) e Newt

Purtroppo le pecche non sono poche. Se Johnny Depp e Jude Law riescono a riempire lo schermo, molte altre parti sono forzate, se non inutili. Flashback che non rivelano niente di determinante, morti insensate, un piccolo fan service e i personaggi, specialmente i nuovi, si spostano da un posto all’altro senza alcuna logica. Le scene hanno stacchi troppo netti, complice un pessimo montaggio.

Sono rimasto piuttosto stupito di come la Rowling abbia ignorato alcune regole magiche da lei stessa scritte, come “è la bacchetta a scegliere il mago”, e abbia introdotto dei nomi di cui nessuno ha mai sentito parlare prima nell’universo di Harry Potter, come Aurelius Silente. E se Grindelwald stesse mentendo sulle origini di Credence?

Andrea Di Mastrorocco