Bohemian Rhapsody

“Who Wants to live Forever”?!

Bohemian Rhapsody
I Queen nella copertina dell’album “Bohemian Rhapsody” uscito il 31 ottobre 1975

Come realizzare una celebrazione sulla carriera immortale dei Queen? Come ricreare la storia di una delle rock band più famose di tutti i tempi? Compito arduo, se non impossibile.

Bohemian Rhapsody”  è la celebrazione di quel che fu il periodo d’oro della rock band (rappresentato sullo schermo fino al “Live Aid” nel 1985, il famosissimo concerto tenutosi al Wembley Stadium di Londra, a scopo benefico), composta oltre che dal front-man e famosissimo performer, Freddie Mercury, dal chitarrista e compositore Brian May (interpretato da Gwilym Lee), il bassista John Deacon (Joseph Mazzello) e Roger Taylor (Ben Hardy), famoso pluristrumentista e compositore.

Bohemian Rhapsody

“Bohemian Rhapsody”, diretto da Bryan  Singer, ripercorre (in maniera romanzata e non pienamente conforme alla realtà) il periodo dell’incontro e l’unione dei Queen fino al famoso concerto al Wembley Stadium di Londra, dove freddie Mercury diede libera espressione in una delle più famose esibizioni live di tutti i tempi!

Il compito più difficile per un attore è di essere credibile, specialmente se si ha il dovere di portare sullo schermo uno dei più grandi Re della musica Rock! Rami Malek impersona Freddie Mercury, e man mano lo scorrere del film, lo interpreta in maniera sempre più egregia, quasi simbiotica. La profondità negli occhi e il sorriso di Malek donano un tocco di sensibilità in più a quel che era Freddie, un rocker con movenze stravaganti e femminee che stravolse il concetto di “essere”.

Bohemian Rhapsody
Brian May (interpretato da Gwilym Lee) e Freddie Mercury ( Rami Malek)

Diretto (egregiamente) da Bryan Singer, “Bohemian Rapsody” purtroppo è sorretto da una sceneggiatura che fatica (e si sente) a suonare la nota iniziale. Il passato di Freddie è solo vagamente accennato, frettoloso e narrato male. Freddie Mercury, pseudonimo di Farrokh Bulsara, nacque a Stone Town, a Zanzibar da genitori di origine persiana. All’età di diciotto anni dovette spostarsi con la propria famiglia in Inghilterra, dove proseguì la passione per il canto e per il pianoforte. Ma in “Bohemian Rhapsody” tutto questo è solo vagamente accennato, tirato via e incomprensibile, specialmente per chi non conosce la vera storia di Freddie Mercury.

Fortunatamente il film si riprende a tratti, scoppiando in un crescendo di emozioni man mano che la pellicola si avvicina verso il tanto atteso finale, in una celebrazione di note, grinta e lacrime, con il pugno alzato verso il cielo e il canto di un “Dio sceso in terra, come lui solo sapeva fare!

Bohemian Rhapsody

La vita di Freddie è stata corta ma complessa, ricca di solitudine, di eccessi, di sperimentazioni, di rivelazioni e di amore.

L’amore eterno che lo legava a Mary Austin (Lucy Boynton) che considerava l’amore della sua vita; per Jim Hutton, che trascorse insieme a Freddie gli ultimi anni come compagno di vita; l’amore fraterno che condivideva con i Queen, che considerava la sua famiglia. La musica era la sua espressione, così come l’eccedere rappresentato in ogni sua forma, e cogliere il lato non banale della vita era lo scopo dei Queen, in continua ispirazione ed evoluzione, tra canti lirici e battiti di mani! L’abuso di alcool di Mercury, la droga e l’HIV che il 24 novembre 1991 ce lo ha portato via, vengono rappresentati in maniera velata, quasi rispettosa per un uomo che non era solo questo e che desiderava mantenere il privato nel privato ( ricordiamoci che Freddie Mercury informò il mondo della sua malattia quasi all’ultimo respiro).

E va bene così.Bohemian Rhapsody

Perché lo scopo di “Bohemian Rapsody” è celebrare l’artista, celebrare la musica, e quei brividi rappresentati in quei 20 minuti finali da un Rami Malek nelle vesti, nei movimenti e nelle espressioni di un Re del rock che rimarrà  per sempre una leggenda!

“Who Wants To Live Forever”?!

 

Alessia Lugli