Mary Poppins, il ritorno

Rivoglio Supercalifragilistichespiralidoso!

Mary Poppins
Julie Andrews

In passato c’erano i Fratelli Sherman, Richard & Robert, a realizzare alcune delle colonne sonore più famose dell’immaginario Disney: Mary Poppins, Il libro della giungla, Gli Aristogatti, Pomi di d’ottone e manici di scopa ( solo per ricordarne alcune). Furono loro gli artefici delle più scoppiettanti e immaginifiche canzoncine, orecchiabili, piene di immaginazione, impresse di diritto nei nostri ricordi.

Mary Poppins

Dick Van Dyke e Julie Andrews

I loro alter ego (interpretati da Jason Schwartzman e B.J. Novak) comparsero perfino nel film prodotto dalla Walt Disney PicturesSaving Mr. Banks”, dove, seduti davanti ad un pianoforte, componevano canzoni come “Supercalifragilistichespiralidoso”, “Tutti insieme”, “Cam-caminì “, “L’aquilone “, e l’indimenticabile e commovente “La cattedrale”.

Mary Poppins
Fratelli Sherman, Richard & Robert

Tutte piccole poesie, realizzate in rima e con logica, con uno studio interminabile della melodia. Tutto questo però accadeva nel 1963, con la creazione di “Mary poppins”, il nuovo film che Walt Disney volle insistentemente realizzare, tratto dall’omonimo libro di P.L. Travers, restìa fin dall’inizio a concedere i diritti del libro.

Ma con l’avvento del nuovo millennio e delle nuove tecnologie ecco la rivelazione shock: la Walt Disney decide di realizzare il seguito di Mary Poppins ben cinquantaquattro anni dopo il grandissimo successo del primo, che rese indimenticabile la performance canora e recitativa di Julie Andrews ( Mary Poppins), Dick Van Dyke (Bert), David Tomlinson (George Banks), Matthew Garber (Michael Banks) e Karen Dotrice (Jane Banks).

Mary Poppins
Emily Blunt

“Vento dall’Est,
la nebbia è là…
Qualcosa di strano
fra poco accadrà…
Troppo difficile
capire cos’è…
Ma penso che un’ospite
arrivi per me… “

E’ passato qualche anno da quando Mary Poppins sparì silenziosamente dalle vite di Jane e Michael, i due bambini Banks, ignorati da George Banks, un padre troppo assente e troppo preso dal proprio lavoro per godersi la compagnia dei piccoli.

Ebbene, circa venti anni dopo Mary Poppins (interpretata questa volta da Emily Blunt) ritorna nelle loro vite.

Grazie ad una fortuita spiegazione da parte del film “Saving Mr. Banks”, pellicola che riassume l’insistenza di Walt Disney nel volere a tutti i costi i diritti del libro scritto da Pamela Travers, noi pubblico sappiamo con chiarezza le intenzioni di Mary nel primo adattamento: insegnare si educazione ed evasione immaginifica ai piccoli Banks, ma anche portare il loro padre a rendersi conto che la cosa più importante nella vita è la famiglia.

Mary Poppins
Mary Poppins (Emily Blunt). A sinistra Jane Banks ( Emily Mortimer) e Michael Banks (Ben Whishaw)

Quindi adesso lo spettatore con occhio più vigile e attento potrà rendersi conto che in questo ultimo adattamento/remake ( perché tutto tranne è che un seguito) Mary Poppins è tornata in casa Banks per lo stesso motivo.

Salvare la coscienza di un padre, che in questo caso è Michael, il figlio Banks ormai cresciuto, vedovo e con tre figli a carico, occupato a cercare una soluzione per non perdere la casa di famiglia dal pignoramento, e allo stesso tempo tenendo occupati i piccolini di casa con mille e più avventure.

Mary Poppins
Jack (Lin-Manuel Miranda) e
Georgie Banks

Ma se “Mary Poppins il ritorno” parte abbastanza bene con la canzoncina intonata dal nuovo “Bert”, chiamato Jack (Lin-Manuel Miranda), un simpatico lampionaio che accende e spegne i lampioni di Londra, compresi quelli del viale dei Ciliegi, prosegue male e in maniera fin troppo prevedibile. Perché? Perché ““Mary Poppins il ritorno” altri non è che un remake. Il film prosegue con scene che rimandano in maniera fin troppo palese al film diretto da Robert Stevenson: il ballo dei lampionai ricorda quello degli spazzacamini; il tuffo nel quadro è in questo caso un tuffo in un vaso rotto (che poi prosegue con un inseguimento senza senso… ma lasciamo perdere); la risata coinvolgente dello zio Albert ( il grande Ed Wynn), è questa volta della cugina di Mary (interpretata da Meryl Streep).

Mary Poppins

Ovviamente abbiamo anche un rimando al finale con i palloncini al posto degli aquiloni…

Ma vogliamo parlare della sceneggiatura? E delle canzoni????

Un accozzaglia di susseguirsi di proverbi senza senso, senza un apparente motivo. Una serie di nuovi personaggi senza alcuno spessore. Primo fra tutti il signor Wilkins (interpretato da Colin Firth), nipote del socio primario della banca ( dove Michael lavora) che con “l’aiuto” di due scagnozzi cerca di togliere la casa ai Banks… ma non si sa il perché (ok sei cattivo, ma perché lo fai?); la domestica (interpretata da Julie Walters) altri non è che una macchietta così come Topsy, la cugina di Mary.

La profondità dei personaggi e i loro dialoghi (importantissimi nella versione originale) viene gravemente sostituita da banalità e scarso interesse ( tutto d’un tratto Michael si rende conto che sbaglia, senza un apparente motivo, senza che nessuno provi ad aiutarlo, compresa Mary)

Mary Poppins

Parliamo delle canzoni? La nota più dolente per me.

Chi ricorda Supercalifragilistichespiralidoso? Oppure “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”? Scommetto che usciti dalla sala non ricorderete neanche l’intonazione di una singola canzone. Scommetto che nessuna vi ha particolarmente colpito. Perché sono banali, deludenti e non si imprimono nella memoria.

Eppure sotto la voce “Colonna sonora” vediamo il nome di Marc Shaiman, autore di colonne sonore del calibro di “Harry, ti presento Sally”, “Misery non deve morire”, “La famiglia Addams”, Sister Act”, “Hocus Pocus”!!!!!!!!!! Nel legger questi nomi la rabbia mi sale ancor di più!

Mary Poppins è sempre stata l’emblema delle canzoni immaginifiche! Era essenziale una canzone rappresentativa!

Soprattutto manca una canzone piena di brividi, tenerezza e profondità come lo è stata al tempo “La cattedrale

Mary Poppins

Gli effetti speciali sono assolutamente non necessari.

Mary Poppins riusciva a tirar fuori dalla borsa un grosso attaccapanni. Stupiva con poco. Non è necessario immergere i bambini in un grosso acquario! Non è necessario allungare il brodo con inutili stacchetti che non forniscono niente di nuovo ed utile alla trama. Bert anni fa giocava a fare il pinguino ed era un siparietto corto e simpatico. Jack canta e balla ma non stupisce.

Mary Poppins

In un’accozzaglia di disastri, ecco arrivare una nota positiva: Emily Blunt. E’ palese che non eguaglierà mai Julie Andrews nella sua più famosa interpretazione, ma la Blunt è riuscita ad esprimere (a tratti) la stessa gestualità, finezza e tristezza ad un personaggio che ha contribuito a creare la storia del cinema.

Alessia Lugli