Vice – L’uomo nell’ombra

vice
Dick Cheney (Christian Bale)

Wyoming, anni ’60. Arrestato per l’ennesima volta dopo una rissa in un bar, il giovane Dick Cheney (Christian Bale) subisce l’ira di sua moglie Lynne (Amy Adams) e le promette che non la deluderà mai più. Nei primi decenni del 2000, quel ragazzo con il vizio dell’alcol, è stato il burattinaio nascosto nell’ombra che ha guidato l’America governata da George W. Bush.

vice
Il vero Dick Cheney

Dopo averci spiegato i meccanismi del crollo finanziario americano ne “La grande scommessa”, Adam McKay decide di concentrarsi sulla politica, raccontandoci i 50 anni di carriera di Dick Cheney, l’uomo che dopo la tragedia dell’11 settembre ha cambiato la storia della democrazia statunitense. Per farlo si affida nuovamente al camaleontico Christian Bale, che per interpretare questo ruolo è ingrassato di 20 chili, si è rasato la testa e si è fatto decolorare le sopracciglia. Ma non fatevi confondere dalla metamorfosi fisica di Bale, perché il lavoro più grande lo ha fatto sulla gestualità e sull’espressività, riuscendo a muoversi, a guardare e sorridere proprio come il vero Dick Cheney. Ad affiancarlo c’è un altrettanto brava Amy Adams, che impersona Lynne Cheney, vero e proprio motore morale dell’ascesa al potere di Dick.

vice
Lynne (Amy Adams) e Dick Cheney

“A quei tempi, un ragazzo del genere veniva definito un fannullone. Ai giorni nostri sarebbe definito uno stronzo.”

McKay stupisce tutti dirigendo una pellicola che rompe la quarta parete con un narratore che apparentemente è al di fuori da tutta la vicenda, ma che in seguito si rivelerà essere fondamentale ai fini della trama. “Vice – L’uomo nell’ombra” riesce ad unire le grandi vicende della storia americana ai piccoli particolari della vita di un uomo, passando agilmente dall’attacco alle Torri Gemelle alla fuga da scuola della figlia minore di Dick e Lynne, dalla cattura di Osama Bin Laden alle poesie recitate in camera da letto. Possiamo tranquillamente affermare che McKay ha trovato il suo personale stile di regia, che unito al montaggio di Hank Corwin, lo stesso che si è occupato de “La grande scommessa”, mescola perfettamente presente e passato con l’ausilio di alcune immagini di repertorio unite ad una Naomi Watts spuntata dal nulla!

vice
Dick Cheney e George W. Bush (Sam Rockwell)

Nel cast, oltre ai già citati Bale ed Adams, spiccano nomi di grandi attori. Steve Carell è Donald Rumsfeld, mentore di Dick e poi suo sottoposto. Un uomo rude e antipatico dalle idee estremamente repubblicane. Sam Rockwell, detentore dell’Oscar come Miglior Attore non Protagonista, interpreta George W. Bush, che altro non è che un burattino nelle mani del grande stratega.

vice
Donald Rumsfeld (Steve Carell) e Dick Cheney

“In che cosa crediamo?”

Intelligentemente, McKay divide il film in due parti. La prima in cui racconta la gavetta condotta da Dick, iniziando con un ruolo da semplice tirocinante del Congresso, per poi diventare capo dello staff della Casa Bianca sotto Gerarld Ford e in seguito Segretario della Difesa per George H. W. Bush. Nel secondo tempo invece ci vien mostrato come Cheney è diventato il vicepresidente di Bush Junior, convincendolo a concedergli pieno potere esecutivo e riuscendo cosi a controllare l’intero paese, proprio come un moderno burattinaio.

vice

Candidato a 6 Golden Globes e sicuro protagonista ai prossimi Premi Oscar, “Vice – L’uomo nell’ombra” è una biografia coinvolgente, capace di spiegare i meccanismi della politica americana anche a chi è totalmente ignorante in materia. Il grande punto di forza è una sceneggiatura chiara, che fornisce una spiegazione di ogni termine tecnico, capace di interessare e allo stesso tempo di far riflettere. Cheney non vuole arrivare al potere perché crede in qualcosa o perché pensa che i repubblicani debbano controllare l’America, ma semplicemente per ottenere il controllo e non essere controllato.

Andrea Di Mastrorocco