Schindler's List
Steven Spielberg ( a sinistra) durante le riprese del film

“Schindler’s List” per me è molto più di un film perché rappresenta un viaggio in fondo al cuore di un uomo unico e, come si è poi visto, anche nel mio. Schindler’s List non ha solo accresciuto la mia fede, ma mi ha cambiato la vita perché, raccontando questa storia ho capito che una persona, non un esercito, ma una sola persona, può fare la differenza”

Steven Spielberg

“Schindler’s List” è l’incredibile storia vera di un uomo che riuscì a salvare, nella Polonia occupata dai tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, 1.100 ebrei. Riuscendo a comprare ogni singolo individuo, con il pretesto di impiegare ogni operaio come personale necessario per la fabbricazione di munizioni.

Nel settembre 1939, le forze tedesche sconfissero i polacchi in due settimane. Gli ebrei dovevano registrare tutti i familiari e trasferirsi in grandi città. Ogni giorno arrivano a Cracovia oltre 10.000 ebrei dalla provincia”

Trama

Schindler's List
Oskar Schindler (Liam Neeson) e
Itzhak Stern (Ben Kingsley)

Cracovia, 1939.

Con l’invasione della Polonia da parte dell’esercito tedesco, gli ebrei vengono costretti ad abbandonare le proprie case, e le loro attività commerciali per essere imprigionati nel “Ghetto di Cracovia”. Si faranno schedare, e indosseranno (pena la morte) una fascia bianca con una stella di David, simbolo del popolo ebraico. Nel 1942, dopo che il ghetto verrà svuotato dai nazisti, gli ebrei verranno deportati nel campo di “Plaszow”, controllato dal comandante Amon Goeth (Ralph Fiennes), un uomo spietato e senza anima.

Schindler's List
Amon Goeth (Ralph Fiennes)

Oskar Schindler (Liam Neeson), imprenditore tedesco, iscritto al partito nazista e protetto da amicizie influenti, arriva a Cracovia decidendo in seguito di rilevare una vecchia fabbrica con il denaro di alcuni investitori ebrei e con a capo Itzhak Stern, un rispettabile contabile che Schindler assume come direttore della fabbrica di pentolame smaltato, la “ Deutsche Emaillewaren – Fabrik”. Lo scopo iniziale di Schindler è di arricchirsi, attraverso il mercato nero (unica vera fonte di fabbisogno in periodo di guerra), ripagando in prodotti gli investitori con pentole e padelle. – La “ Deutsche Emaillewaren – Fabrik”, fabbrica di pentole e padelle, annoverava personale esclusivamente ebreo, proveniente dal campo di lavoro di Plaszow

Oskar Schindler, in questa versione della storia diretta da Steven Spielberg e sceneggiata da Steven Zaillian, viene descritto come un uomo tutto d’un pezzo, festaiolo, estremamente generoso, nonché donnaiolo (sebbene sia sposato). Ma Schindler in realtà è molto di più.

Tutti gli operai che incrociano la sua persona, lo considerano un uomo estremamente gentile e fidato, sebbene la paura sia costante. Nel corso degli anni, Schindler, sarà testimone di vari episodi che sconvolgeranno la sua realtà. Riuscirà così a prendere una decisione che determinerà il corso della sua vita.

Grazie alla singolare amicizia con il comandante e spietato assassino Amon Goeth, e alla sua abilità negli affari, riuscirà ad ottenere che gli ebrei che lavorano nella sua fabbrica, ma che risiedono nel campo di lavoro di Plaszow, possano recarsi in tempo al lavoro. Così facendo li proteggerà dalle continue violenze da parte dello stesso Goeth e dalle SS.

Con l’avanzamento dell’armata russa verso i territori occupati dai tedeschi, e tutti gli esercizi commerciali chiusi, tutti i prigionieri saranno trasferiti ad Auschwitz

Schindler's List
Amon Goeth e Oskar Schindler

Per impedire che anche i suoi ebrei vengano deportati nel campo di sterminio, Oskar Schindler con l’aiuto del suo contabile e fedele amico Itzhak Stern ( interpretato da Ben Kingsley), inizieranno una collaborazione che rimarrà impressa nella storia del cinema, ma soprattutto un’impronta indelebile nella storia dell’umanità ( anche se in realtà non sappiamo con certezza chi aiutò Schindler a trascrivere la lista).

Schindler's List

Con questa profonda visione da parte del regista, venne creato “Schindler’s List”.

Batterono a macchina uno ad uno i nomi di tutti gli ebrei che Schindler riuscì a comprare corrompendo l’esercito nazista, e che continuò a corrompere fino alla fine.

Schindler's List

Da quel momento quelle 1.100 anime non erano più numeri, non erano più soggetti a violenze, o a brutali uccisioni. La paura non era più costante.

La loro dignità, lesa e sfigurata per troppo tempo ritrovò un’identità grazie ad un uomo, un uomo non comune. Finalmente erano tornati ad essere, esseri umani.

La lista è un bene assoluto. La lista è vita.
Tutto intorno ai suoi margini c’è l’abisso”

Steven Spielberg e la sua regia

Più storie narrate in uno stesso contesto, fanno di Schindler’s List un film a più voci, sopravvissute ad un nemico carico d’odio.

Caratterizzato da una forte rappresentazione della verità, Schindler’s list venne diretto da Steven Spielberg. Il regista si rifiutò di girare alcune scene nel campo di lavoro di Plaszow e ad Auschwitz. Decise di non farlo, per rispetto, e così le scene finali furono girate in un set costruito appositamente.

Schindler's list

Steven Spielberg, grazie al libro scritto da Thomas Keneally, e alle numerose testimonianze e storie raccontate proprio dagli stessi sopravvissuti della “Lista di Schindler”, realizzò nel 1994, un capolavoro, probabilmente considerato uno dei film più belli e significativi del XX secolo. L’idea iniziale era di girare il film in polacco e tedesco, ovviamente sottotitolato, per riuscire ad ottenere un risultato ancora più vicino alla realtà. Ma ci sarebbero stati troppi problemi, specialmente con la recitazione.

Curiosità vuole che il regista Roman Polanski sarebbe dovuto essere il regista, ma rifiutò perché non era pronto a girare un film sulla Shoah. Da bambino Polanski visse per un periodo nel Ghetto di Cracovia, ma fortunatamente scappò durante la liquidazione. Perse però la madre proprio ad Auschwitz.

Caratteristica fondamentale del film è che venne girato interamente in bianco e nero, fatta eccezione per qualche scena.

Schindler's list

Ovviamente esiste un significato.

Nella scena iniziale viene mostrata una famiglia ebrea durante la preghiera dello Shabbat (festa del riposo), scena in cui si vedono due candele pian piano spegnersi e l’atmosfera immergersi nel grigio, ossia l’equivalente del fumo dei corpi bruciati ad Auschwitz. Durante il corso della pellicola sembra non esserci mai speranza, solo odio e sofferenza. Così verso il termine della storia, quando gli ebrei di Schindler saranno riuniti insieme durante la celebrazione dello Shabbat, la fiammella riacquisterà una luce colorata di speranza.

Schindler's list
Scena Finale

Da menzionare la meravigliosa scena finale, ambientata ai giorni nostri. I veri sopravvissuti della lista di Schindler, ormai anziani, vengono accompagnati dai rispettivi interpreti, visitando e deponendo sulla tomba di Oskar Schindler (situata a Gerusalemme) alcuni sassi, in segno di rispetto per il defunto, secondo una tradizione ebraica.

La Bambina con il cappotto rosso

La bambina con il cappotto rosso che Schindler osserva in mezzo alla liquidazione del ghetto di Cracovia, è probabilmente l’immagine simbolo del film. Una fanciullezza negata, e un’innocenza trasformata in consapevolezza, rappresentano tutto quello che Spielberg vuole comunicare: l’odio non si ferma davanti a niente e nessuno, non ha confini, neanche davanti all’innocenza di una bambina. Una bambina che potrebbe vivere, correre, giocare, sorridere e stringere forte la sua mamma e il suo papà. Invece la piccola, si ritrova sola in mezzo ad una folla terrorizzata, cammina con la consapevolezza di essere in pericolo, per poi nascondersi sotto al letto, in attesa che il mostro la vada a prendere. Atroce.

Sembra che Steven Spielberg prese ispirazione da una storia raccontatagli da Audrey Hepburn che visse in prima persona durante la seconda guerra mondiale.

Chi salva una vita, salva il mondo intero”

Talmud

Colonna Sonora

La delicata, splendida colonna sonora porta la firma di John Williams.

Autore di capolavori come “Theme from Schindler’s List”, “Remembrances”, John Wiliams quando vide per la prima volta il film, ne rimase talmente tanto commosso che dovette fare una passeggiata di diversi minuti per potersi riprendere.

La canzone alla fine, intitolata “Yeroushalaim Chel Zahav” (quando i sopravvissuti si incamminano su per la collina alla ricerca di una città vicina), è una canzone israeliana, che però non ha niente a che fare con il significato del film.

Chi era Oskar Schindler

Oskar Schindler era un imprenditore tedesco, membro del Partito Nazista tedesco dal 1939. Ebbe amicizie influenti nella Gestapo ( polizia della Germania nazista), nell’esercito, e in tutto l’ambiente industriale, economico e politico tedesco. Avventuriero e dongiovanni, oltre che notoriamente fedigrafo, era il proprietario di una fabbrica di oggetti smaltati della “Wehrmacht” ( era denominato così il gruppo delle forze armate tedesche), situata a Cracovia, dove lavoravano solo ebrei a basso costo. Egli rilevò la fabbrica di utensili ( adesso convertita in un museo, situata in via Lipowa a Cracovia), che chiamò “Deutsche Emaillewaren – Fabrik”, dove fabbricò pentolame smaltato ( la fabbrica venne chiusa nel 1944 quando riuscì a spostare e salvare dalla deportazione 1.100 ebrei in una fabbrica fittizia di munizioni a Brunnlitz, in Cecoslovacchia, sua città natale.

Il vero Oskar Schindler

Nel 1967 la commissione israeliana “Yad Vashem” ha riconosciuto Oskar Schindler “Giusto tra le nazioni” (onorificenza utilizzata per indicare i non-ebrei che hanno rischiato la propria vita per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista.

Le verità su Schindler’s List

Chi ha potuto vedere più di una volta “Schindler’s List”, ricorda con chiarezza il personaggio di Itzhak Stern (interpretato da Ben Kingsley), il contabile di Schindler, nonché amico di tutti gli operai della fabbrica dove anch’egli lavora. Benchè Schindler avesse un contabile ebreo (o più di un contabile), il personaggio di Itzhak Stern venne decisamente ampliato, quindi il ruolo che ebbe nella storia non è conforme alla realtà.

David M. Crowe nel suo libro “Oskar Schindler”, narra di come la storia raccontata da Steven Spielberg non sia conforme alla realtà. La storia è stata indubbiamente riadattata per il grande schermo. Come lo stesso Elie Wiesel, autore dello straordinario libro “La Notte” (romanzo autobiografico che racconta le esperienze di un giovane ebreo deportato insieme alla sua famiglia ad Auschwitz e Buchenwald), afferma: il film ha reso Schindler più umano, ma quel che ha fatto per tutte quelle persone resta straordinario. Schindler era fiero di aver salvato tutte quelle vite.

Il personaggio di Helen Hirsch è basato sulla storia di Helen Jonas-Rosenzweig, la cui storia è stata resa nota in un documentario, “Inheritance”. Su questo documentario compaiono la stessa Helen e la figlia di Amon Goeth, Monika Hertwig.

Nota a margine

Personalmente considero Schindler’s List, oltre che un capolavoro, un simbolo. L’odio nei confronti di qualunque essere umano purtroppo non è mai svanito. Ciò che è passato, potrebbe ricapitare.

Facciamo sì che questo simbolo viva in eterno, per non dimenticare.

Alessia Lugli