I fratelli Sherman

Robert e Richard, i leggendari fratelli Sherman, i più famosi parolieri e musicanti della Disney insieme ad Alan Menken, furono i creatori di innumerevoli colonne sonore entrate nella storia del cinema. Lavorarono alla creazione, con parole e musica, di brani espressamente composti per i classici Disney, come “La spada nella roccia”, “Mary Poppins”, “Gli aristogatti”, “Pomi d’ottone e manici di scopa” e “Il libro della giungla”.

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i fratelli Robert e Richard Sherman

I due fratelli erano figli di Al Sherman. Cantautore e compositore, Al Sherman ebbe un gran successo all’epoca dei film muti. Nato il 7 settembre 1897 a Kiev, quando ancora esisteva l’Impero Russo, Al si trasferì in America insieme alla famiglia nel 1909.

All’età di tredici anni decise di andare contro le regole di suo padre, che gli aveva vietato di diventare un musicista, ed iniziò a suonare il pianoforte. Grazie al suo grande talento naturale per l’improvvisazione, in breve tempo si guadagnò la fama di pianista di “Mood Music”. Fu nel 1916 che la Universal decise di metterlo sotto contratto per comporre musiche per i film muti, e due anni più tardi la sua carriera da compositore ebbe ufficialmente inizio: venne inserito nello staff della Remick Music Company, al fianco di musicisti come George Gershwin e Vincent Youmans, Fu proprio suonando il suo pianoforte che Al conquistò il cuore dell’attrice Rosa Dancis, nel 1921, con la quale ebbe due figli, Robert e Richard.

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Robert e Richard Sherman da ragazzi

I fratelli Sherman ereditarono il talento musicale del loro padre. Entrambi frequentarono il Bard College nello stato di New York, dove svilupparono le loro doti di musicisti – multi strumentali – e dove iniziarono, individualmente, a scrivere le loro prime canzoni. Fu dopo essersi laureati che iniziarono a comporre le loro canzoni insieme, in risposta ad una sfida lanciata loro dal padre.

Nel 1958, Robert fondò la casa editrice musicale “Music World Corporation”, e grazie alla canzone “Tall Paul” scritta da lui e suo fratello, e interpretata da “Mouseketeer” Annette Funicello, vennero notati e assunti da Walt Disney che li inserì nello staff dei Songwriters alla Walt Disney Studios.

Il loro primo contributo ad un film targato Disney fu con la canzone “Madfield Fight Song” dal film del 1961 “Un professore fra le nuvole”, con Fred MacMurray. Molti affermano che la canzone più tradotta e suonata sulla Terra, riprodotta ininterrottamente nei vari parchi Disney, sia “It’s a small world”.

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Il primo film interamente d’animazione a cui lavorarono per la Walt Disney Production fu “La spada nella roccia” del 1963. Robert e Richard avevano iniziato a lavorarci nel 1960, ma ci vollero tre anni prima che venisse realizzato. Per la creazione delle canzoni, prima di iniziare a lavorare sui testi, i fratelli effettuavano delle ricerche sul contesto storico, sulla storia, e sui personaggi. Per fare un esempio, nello scrivere il testo di “Higitus, Figitus, Figitus, Sbum. Prestidigitorium.” si basarono sulle numerose caratteristiche del personaggio di Merlino.

L’obiettivo per gli Sherman, era creare qualcosa di diverso e originale, che non fosse un banale “Abracadabra”.

Volevano trovare parole diverse. Essendo Merlino un personaggio inglese di una certa epoca, a cui interessavano lingue più antiche come il latino e il greco, i fratelli Sherman, costruirono un intreccio di parole che potesse sembrare una declinazione latina. Il tutto per arrivare ad un concetto: Merlino deve trasferirsi e trasportare tutti i suoi libri e i suoi oggetti inserendoli all’interno di una valigetta, quindi inventarono una serie di parole che potessero risuonare come una formula magica in grado di far rimpicciolire ogni cosa. Ci riuscirono, e furono dei geni!

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“Higitus, Figitus, Figitus, Sbum. Prestidigitorium.”

Realizzare la colonna sonora de “La spada nella roccia” fu la prima grande prova dei fratelli Sherman nel mondo immaginario di Walt Disney, che rimase affascinato dall’originalità e dalla bravura, ma fu grazie a “Mary Poppins” che Robert e Richard raggiunsero la loro completezza artistica. Al contrario della leggenda del futuro re d’Inghilterra, in “Mary Poppins” la melodia assunse un ruolo di caratterizzazione.

Ogni volta che un personaggio è al centro dell’attenzione subentra la classica melodia che lo contraddistingue: per esempio, quando entra in scena Bert ad accompagnarlo sentiamo sempre le note di “Cam Caminì” (“Chim Chim Cher-ee”).

Non avendo a disposizione un copione, per la creazione delle canzoni, gli Sherman si basarono esclusivamente sul libro di P.L. Travers, scegliendo prima i capitoli da rappresentare e i personaggi da caratterizzare, poi collaborando con il bozzettista Don DaGradi e lo sceneggiatore Bill Walsh. Nel corso della lavorazione scrissero in totale ben 32 canzoni, di cui circa la metà venne inserita nel film.Il risultato fu una serie di canzoni e motivetti che ricordano molto lo stile del Teatro Vaudeville. Ognuna di queste venne ideata, provata, e arrangiata in maniera diversa e decisamente originale, proprio come gli Sherman sapevano fare.

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Don DaGradi

Come già scritto sopra, ogni canzone scritta e musicata dagli Sherman, venne ideata e realizzata in maniera diversa. In uno dei capitoli del libro uno spazzacamino incrocia Mary Poppins e lei gli stringe la mano, spiegando poi che tale gesto, compiuto da uno spazzacamino, porta fortuna. Gli Sherman, insieme all’aiuto di un disegno del bozzettista Don DaGradi, che aveva realizzato uno schizzo del personaggio che poi avrebbe avuto il nome di Bert, presero questo piccolo particolare come spunto per creare una canzone. Giocando con le parole “camino” e “spazzacamino” nacque “Cam Caminì”.

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“Tutti insiem” (“Step in time”)

Tutti insiem” (“Step in time”) nacque praticamente per caso. Peter Ellenshaw (creatore di effetti speciali su pittura) una sera, trovatosi insieme a Walt Disney, Don DaGradi e lo sceneggiatore Bill Walsh, inventò sul momento un motivetto ballabile che risuonava così “Knees Up, Mother Brown, Knees Up, Mother Brown”. Walt Disney mandò immediatamente a chiamare gli Sherman. Questi ultimi, quando arrivarono, trovarono tutti loro che canticchiavano e ballavano il motivetto tenendosi a braccetto. Così nacque “Tutti insiem”, e Dee Dee Wood e Mark Breaux inventarono quelli spettacolari passi di danza tra i tetti, basati su otto battute, in quasi nove minuti di coreografia.

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i fratelli Sherman con Julie Andrews e Dick Van Dyke

Lo scopo primario di Richard e Robert Sherman nella realizzazione di “Mary Poppins”, era quello di rendere Mary un personaggio magico, ma allo stesso tempo una donna capace di educare dei bambini. Lo scopo di “Basta un poco di zucchero” (“A spoonful of sugar”) era quello di presentare a Michael, Jane e al pubblico la filosofia di vita di Mary Poppins e della stessa Travers.

Lei era una bambinaia simpatica, divertente e magica, ma pur sempre un’educatrice. Soprattutto un’educatrice. Robert e Richard avevano già scritto una canzone dal titolo “Through the eyes of love”, ma secondo il parere della stessa Julie Andrews (Mary Poppins), la canzone era troppo sognante e delicata, ci voleva qualcosa di diverso. Qualcosa che i bambini dovessero capire di dover fare, divertendosi. “Basta un poco di zucchero” nacque così: un giorno Jeff, il figlio di Robert Sherman, tornò da scuola raccontando al padre che gli avevano fatto il vaccino antipolio e che non aveva sentito alcun male perché lo aveva mandato giù con una zolletta di zucchero.

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Gli Sherman volevano che Mary Poppins intonasse una parola da loro stessi definita “fantasmagorica”. Una parola che rimanesse in mente. Una parola magica usata in situazioni difficili e un modo per cambiare la propria vita, migliorandola. Inventarono quindi “Supercalifragilistichespiralidoso”e per la melodia si ispirarono a due brani popolari inglesi: “Boiled beef and carrots” e “Any old iron”, pur mantenendo il loro stile e la propria originalità.

In uno dei capitoli del libro di Pamela Travers, Mary Poppins prende in mano una bussola dicendo ai ragazzi di farla girare, per poi essere magicamente trasportati nella destinazione indicata. Gli Sherman scrissero una canzone per ogni meta selezionata. Come scritto sopra, gli Sherman realizzarono circa 32 canzoni per “Mary Poppins”, di cui solo la metà venne usata per il film. Alcune delle restanti vennero poi “riciclate” per alcuni progetti.

Due di esse furono inserite in due film d’animazione realizzati successivamente, ossia “Il libro della giungla”(1967) e “Pomi d’ottone e manici di scopa” (1971).


“The beautiful briny”

Uno dei luoghi in cui punta la bussola di Mary è sul fondo di un bellissimo mare salato, ma la sequenza venne tagliata e la canzone rimase in sospeso. Fino a quando sette anni dopo, mentre erano impegnati nella realizzazione di “Pomi d’ottone e manici di scopa”, insieme a Don DaGradi e Bill Walsh, quest’ultimo suggerì di inserire la canzone “The beautiful briny” nella sequenza che si svolge sul fondo del mare, impedendo così che una delle canzoni più carine e orecchiabili del lungometraggio datato 1971, finisse nel dimenticatoio.

The land of sand”, altra canzone scartata da “Mary Poppins”, venne invece usata ne “Il libro della giungla”, ultimo lungometraggio d’animazione prodotto da Walt Disney in persona.

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Walt convocò i due fratelli Sherman, l’animatore Woolie Reithman e lo sceneggiatore Larry Clemmons. Dopo essersi accertato che nessuno di loro avesse letto il libro di Kipling, impose che nessuno lo leggesse e spiegò come voleva che si svolgesse la trama. Il compito che affidò a Robert e Richard era molto semplice: “voglio canzoni divertenti in luoghi spaventosi”.

Walt Disney voleva canzoni allegre e ottimiste e il compito inizialmente fu affidato a Terry Gilkyson, ma il suo stile, troppo tetro, andava a scontrarsi con le idee e l’immagine di Disney. L’unica canzone che si salvò dal lavoro di Gilkyson, fu “Lo stretto indispensabile”.

Robert e Richard raccolsero l’eredità e riscrissero tutte le altre canzoni adattandole allo stile leggero e spensierato di Walt Disney.

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“Sempre, sempre, sempre” (“Feed the Birds”)

Sempre, sempre, sempre”, meglio conosciuta come “La canzone della cattedrale” (“Feed the birds)

Tra tutte le canzoni scritte dai fratelli Sherman, ce n’è una che rappresenta decisamente qualcosa in più. Immancabilmente, ogni volta che si guarda “Mary Poppins”, che sia la prima volta o la centesima volta, questa canzone è un colpo al cuore. Walt Disney teneva particolarmente a “Feed the birds”, e la considerava come “il cuore pulsante di “Mary Poppins”. Amava talmente tanto questa canzone che a fine riprese si chiuse in una stanza con Robert e Richard e chiese loro di suonarla e cantarla solo per lui per un’ultima volta, come degna conclusione di un’avventura che non avrebbero mai dimenticato.

Le parole di Mary Poppins fanno riflettere i giovani Banks e insegnano loro che il vile denaro non è la cosa più importante del mondo, ma l’umiltà, la bontà d’animo e la generosità: “va da lei con tanto amor”, perché nella vita altro non serve che l’amore. La vecchietta è sola con i suoi piccioni, eppure è felice con quel poco che ha. E da questo ne trae insegnamento anche il buon caro vecchio signor Banks. Spogliato, umiliato e deriso dai colleghi banchieri che poco prima avevano approfittato dei due penny del figlio Michael, ritrova l’umiltà che aveva abbandonato da tempo in favore di un lavoro che lo aveva fatto diventare arido.

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Walt Disney

In occasione del centesimo compleanno di Walt Disney, venne eretta una statua in suo onore a Disneyland.

Venne chiesto a Richard Sherman di suonare qualche canzone in onore del suo caro amico. Così, dopo aver strimpellato qualche nota sul pianoforte accanto alla statua di Walt, disse espressamente che avrebbe concluso suonando una canzone solo per Walt Disney: “Feed the birds”.

Per Walt Disney quella canzone rappresentava qualcosa di speciale, di unico, di puro.

Mentre Richard Sherman suonò, un uccellino volò accanto al pianoforte per qualche secondo, volando poi via fra le nuvole…

Alessia e Andrea