I segreti di Mary Poppins

“SE PUOI SOGNARLO, PUOI FARLO.”

Fin dal primo momento in cui Walt Disney lesse il libro scritto da Pamela Travers, il suo obiettivo divenne quello di realizzare un film sulle avventure della bambinaia più famosa di sempre, Mary Poppins. Per far sì che il sogno diventasse realtà ci vollero quasi 30 anni, ma alla fine l’ideatore di Mickey Mouse trionfò, ed oggi “Mary Poppins” è considerato il suo più grande capolavoro.

L’incontro con gli Sherman

i fratelli Sherman e Walt Disney
I fratelli Sherman e Walt Disney

Nel 1960, dopo aver ottenuto i diritti dell’opera e il consenso della scrittrice per poter realizzare il film, Disney convocò Robert e Richard Sherman, compositori, musicanti e parolieri. In serbo per loro vi erano almeno due progetti: “Mary Poppins” e “La spada nella roccia”.

Walt chiese loro di leggere il libro della Travers, ancor prima di avere un copione, e di sottolineare i capitoli che ritenevano più adatti per un film. Finito di leggere il libro, Robert e Richard consegnarono la loro copia a Walt, con ben sei capitoli sottolineati, che per pura coincidenza erano gli stessi che anche Disney aveva selezionato. I compositori e il produttore erano sulla stessa lunghezza d’onda. Quel che Disney voleva, gli Sherman potevano realizzarlo.

L’arrivo di Pamela Travers

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Julie Andrews, Walt Disney e Pamela Travers

L’accordo tra Pamela Travers e Walt Disney era molto semplice: lei doveva avere l’ultima parola, tutto ciò che alla scrittrice non andava bene doveva essere modificato o cancellato.

Dopo due anni e mezzo dall’inizio della lavorazione, Disney invitò l’autrice agli studios per visionare i vari contenuti fino a quel momento realizzati: bozzetti, parole e musica. Sebbene tutti fossero fiduciosi di aver svolto un buon lavoro, a Pamela Travers non piacque nulla.

Iniziò a collaborare con le geniali menti che avevano l’onere di lavorare al progetto: lo sceneggiatore Bill Walsh, il bozzettista Don DaGradi, e i fratelli Sherman.

Tutte le conversazioni inerenti al progetto “Mary Poppins”, furono registrate, come lei stessa voleva.

Ovviamente come autrice pretendeva che la sua opera figurasse perfetta.

Nonostante ciò, fu costretta ad accettare alcuni cambiamenti necessari per rendere l’opera letteraria un’opera cinematografica. Alcuni cambiamenti erano necessari. Ci volle un lungo periodo di riflessione perché la scrittrice accettasse le condizioni poste da Walt Disney.

La scelta del cast

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I fratelli Sherman, Julie Andrews e Dick Van Dyke

Prima che Walt Disney decidesse di affidare il ruolo alla giovane Julie Andrews, erano state prese in considerazione molte altre attrici, tra cui Bette Davis e Angela Lansbury (che avrebbe poi recitato in “Pomi d’ottone e manici di scopa). Disney decise di assumere Julie Andrews dopo aver visto uno spettacolo al Majestic Theatre di New York, dove recitava a fianco di Richard Burton. L’attrice, che non aveva mai lavorato in uno spettacolo cinematografico, colpì talmente tanto il produttore che per convincerla ad accettare il ruolo la raggiunse dietro le quinte e le recitò tutto il copione. All’epoca la Andrews era sposata con lo scenografo e costumista Tony Walton. Disney decise quindi di assumere entrambi. Ovviamente la scelta finale doveva essere presa da Pamela Travers, che ritenne la Andrews perfetta per il ruolo.

Curiosità vuole che alla sua prima esperienza cinematografica, Julie Andrews vinse sia il Golden Globe che il Premio Oscar.

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Mary Poppins (Julie Andrews)

Un piccolo grande aneddoto: Julie Andrews, per un certo periodo di tempo, interpretò a teatro Eliza Doolittle in “My Fair Lady”, ruolo che sognava di poter interpretare al cinema, ma il produttore Jack Warner ritenne che lei non avesse le caratteristiche adatte per portare il personaggio sul grande schermo, non avendo abbastanza notorietà. La scelta ricadde quindi su Audrey Hepburn. Quando Julie Andrews si aggiudicò il Golden Globe, nel febbraio del 1965, battendo proprio la sua grande amica Audrey Hepburn, non mancò di “ringraziare” Jack Warner: “ringrazio un uomo che ha realizzato un magnifico film e che ha reso possibile tutto questo, Mr. Jack Warner!”. Quella fu la sua piccola dolce vendetta.

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I piccoli Bannks: Karen Dotrice (Jane) e Matthew Garber (Michael)

I piccoli Bannks, ovvero Karen Dotrice (Jane) e Matthew Garber (Michael), avevano rispettivamente 9 e 8 anni, ed erano al loro secondo lavoro cinematografico insieme, dopo aver recitato ne “Le tre vite della gatta Tomasina” (sempre targato Disney). A Walt piaceva talmente tanto lavorare con loro, che dopo “Mary Poppins” affidò ai piccoli anche il ruolo dei fratelli ne “La gnomomobile”. Negli anni seguenti i due bambini si persero di vista, fino al giorno della prematura morte di Matthew (Michael Banks), all’età di 21 anni.

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Winifred Banks (Glynis Johns) 

Un piccolo divertente aneddoto si nasconde dietro la scelta di mamma Banks.

Quando Walt Disney contattò Glinys Johns per offrirle un ruolo in “Mary Poppins”, l’attrice era al settimo cielo perché pensava che avrebbe avuto la parte della protagonista. Quando però durante una riunione scoprì che avevano già scelto Julie Andrews, Disney per riuscire ad averla nel cast, nel ruolo della madre dei piccoli Banks, le mentì dicendole che aveva una già in serbo una bellissima canzone scritta apposta per lei. Non appena il colloquio con Glanys terminò, Walt chiamò immediatamente gli Sherman per poter riparare alla bugia. Così nacque la canzone delle suffragette.

La danza dei pinguini

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Mary Poppins e Bert insieme ai pinguini

I fratelli Sherman creavano le melodie e le canzoni e sulla base del loro lavoro, Don Dagradi disegnava i bozzetti per le scene. Dopo aver ascoltato la canzone “Com’è bello passeggiar con Mary”, DaGradi disegnò delle scene in cui la protagonista e Bert venivano serviti da tre camerieri.

Walt Disney, che aveva il compito di osservare e valutare il lavoro dei suoi collaboratori, vide i disegni del suo bozzettista inerenti alla scena in cui Mary e Bert erano seduti a un tavolo con dei camerieri intorno a loro. Walt aveva sempre associato la figura del cameriere a quella di un pinguino, fu così che gli venne l’idea di trasformare i camerieri in pinguini. Gli animatori trovarono l’idea geniale e in men che non si dica la riprodussero prima su carta e poi sullo schermo.

Per realizzare la sequenza con i pinguini occorrevano i migliori animatori disponibili. Frank Thomas, uno dei principali animatori della Walt Disney, si occupò del balletto dei pinguini e delle tecniche di animazione. Ma come conciliare sullo stesso piano sequenza i pinguini e Bert?

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Grazie ad una tecnica usata già in precedenza nel film “Un professore tra le nuvole”: la tecnica dei vapori di sodio.

Davanti ad uno schermo, illuminato con lampade a vapori di sodio, recitavano gli attori. Il colore arancione delle lampade riportato sullo schermo, permetteva una facile aggiunta della parte animata. Le sovrapposizioni dei pinguini risultarono meno visibili. Robert Stevenson, il regista, impressionò su pellicola i movimenti di Dick Van Dyke mentre ballava da solo. Successivamente gli animatori, seguendo le movenze dell’attore inserirono i pinguini animati, mentre ballavano e facevano capriole. Un lavoro davvero eccellente per gli anni ’60.

Peter Ellenshaw

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Uno dei quadri di Peter Ellenshaw 

Disney amava circondarsi di persone con un grande talento creativo. Per realizzare dei fondali che mostrassero Londra in tutto il suo splendore, fin dei minimi dettagli, incaricò il pittore impressionista e creatore di effetti speciali, Peter Ellenshaw, con il quale aveva già lavorato nei film “L’isola del tesoro” (1950) e “20.000 leghe sotto i mari” (1954).

Ellenshaw creò 100 vedute panoramiche di Londra, al fine di ottenere degli ambienti realistici e, a volte, animati. Per farlo praticò dei piccoli fori nei dipinti in modo da poterlo retroilluminare, ottenendo un effetto “notte illuminata” di una Londra magica.

Movimenti e coreografie

“Mary Poppins” segna un percorso di innovazione per quanto riguarda gli effetti visivi. Venne proiettato per la prima volta nel 1964, e i presenti rimasero affascinati alla vista di quei personaggi che fluttuavano in aria. Tutto era magico.

Ed era quel che Walt Disney voleva.

Le persone dovevano avere la capacità di sognare tramite i suoi film.

Per gran parte della lavorazione i tecnici di produzione collocarono dei fili trasparenti sul dorso dei personaggi. Questi fili avevano l’utilità di lasciare sospesi in aria per un indeterminato limite di tempo gli attori, in modo da poter realizzare anche dei numeri acrobatici.

Perfetti esempi di utilizzo, per esempio, la scesa di Mary Poppins dal cielo, l’intera scena che si svolge nella casa dello Zio Albert, “Com’è bello passeggiar con Mary”, e ovviamente “Tutti insiem”. Il tutto realizzato con un’estrema cura del dettaglio, perché ovviamente Walt Disney non voleva che niente fosse svelato.

Supercalifragilistichespiralidoso

mary poppinsRealizzare “Supercalifragilistichespiralidoso” fu un’impresa assai difficile. La scena è caratterizzata da una sequenza di ballo e canto tra persone in carne ed ossa e personaggi animati. Il sincronismo tra i membri della banda strumentale, composta da personaggi animati e Mary e Bert che ballavano e cantavano doveva essere perfetto. Ogni strumento venne registrato singolarmente per poi essere unito agli altri successivamente. Le voci di Mary e Bert furono prima registrate e poi riprodotte mentre i due attori ballavano e cantavano in playback.

Il tutto venne poi inserito nell’intera sequenza.

Il tutto doveva combaciare alla perfezione.

 

Alessia e Andrea