Crawl-Intrappolati

Come può l’uomo sperare di poter controllare la natura? Come può credere di poter affrontare l’ira di un uragano e contemporaneamente difendersi dalle fauci di uno dei più antichi superpredatori del pianeta, l’alligatore?

La risposta è che non può.

L’uomo non può fare altro che difendersi con ogni mezzo a sua disposizione, ma alla fine dovrà arrendersi alla superiorità della natura, e quindi fuggire con la coda tra le gambe altrimenti sarà costretto a soccombere.

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Questo è ciò che accadrà ad Haley (Kaya Scodelario) e suo padre Dave (Barry Pepper), intrappolati in una cantina alluvionata, braccati da due di famelici alligatori, mentre la natura si ribella, allagando l’intera città ed inglobando tutto ciò che l’uomo ha costruito.

Una trama che può sembrare assurda ed inverosimile, anche se tale situazione in Florida capita spesso. Non sono rari infatti i casi in cui, durante un uragano, gli alligatori riescano a raggiungere le zone abitate.

In un crescendo di adrenalina ed ansia, Alexandre Aja, già regista del remake de “Le colline hanno gli occhi”, costruisce un thriller orrorifico ad alto contenuto claustrofobico. E’ proprio su quest’ultimo punto che il regista parigino basa “Crawl”.

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Haley (Kaya Scodelario)

Ovviamente sfrutta l’utilizzo dei jumpscare, anche se con intelligenza, ma il fulcro di “Crawl” è il senso di claustrofobia e annegamento con cui dovranno lottare Haley e Dave.

Padre e figlia si troveranno coinvolti in una corsa contro il tempo, in un luogo dove l’essere umano non è la specie dominante, e in una situazione estrema in cui è Haley che deve prendersi cura del padre gravemente ferito ad una spalla e ad una gamba.

Forse lo scopo di Aja è proprio questo, ossia far vedere quanto la razza umana sia piccola e debole quando si trova a dover lottare a mani nude contro la natura e i suoi pericoli.

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Dave (Barry Pepper) ed Haley

La potenza e la rabbia degli elementi viene enfatizzata dalla scelta dei due protagonisti. Haley e Dave non sono infatti due sempliciotti che presi dal panico prendono una decisione sbagliata dopo l’altra, cacciandosi dai soli nei guai. Certo, scendere in una cantina vicino ad una palude durante un uragano può essere abbastanza opinabile come scelta, ma d’altro canto ci doveva pur essere un incidente scatenante. Haley e suo padre sono due persone intelligenti e calcolatrici. Ogni loro mossa è il risultato di un ragionamento logico che sembrerebbe essere la cosa migliore da fare. Nonostante ciò restano perennemente in pericolo, in bilico tra la vita e la morte.

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Crawl” non è però solamente una storia di sopravvivenza, ma anche di riconciliazione.

Lottando contro gli alligatori, l’uragano e tutte le avversità ad esso connesse, padre e figlia trovano il tempo per far riemergere tutte le questioni rimaste in sospeso, riuscendo a ritrovare l’unione che li legava prima che Haley partisse per il college. Il dramma familiare e l’alta tensione coesistono benissimo nel survival horror di Aja. Haley e Dave si confessano l’un l’altra, assumendosi ognuno le proprie colpe per il loro allontanamento, nei pochi attimi di apparente tranquillità. Perché la tranquillità in “Crawl” non esiste, gli alligatori sono sempre in agguato, pronti ad addentare e dilaniare la carne dei due protagonisti.

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Uno dei meriti del regista è senza dubbio quello di non dare mai priorità alla dinamica familiare a discapito della suspense, vero e proprio protagonista della pellicola.

Tuttavia, il rapporto tra Haley e Dave è fondamentale ai fini della trama, ed Aja non manca di dare a questa situazione la giusta importanza. Già dai primi fotogrammi si evince quanto Dave sia stato fondamentale nella vita di Haley, così come è chiaro fin da subito che il loro legame non è più lo stesso. Lei è una nuotatrice a livello agonistico e prima che partisse per il college suo padre era il suo allenatore. La seguiva ovunque per incoraggiarla e stimolarla durante le gare, trascurando così il rapporto con la moglie.

crawlCrawl” è un film onesto, che non tradisce le aspettative dello spettatore, portando sullo schermo tutto ciò che promette: un’ora e mezzo di pura tensione e brividi. Una tensione costruita con una messa in scena efficace e un’ottima scelta dei tempi narrativi. Aja si prende pochi minuti, giusto il tempo di presentarci Haley, per poi scatenare l’inferno.

In sostanza, “Crawl” è un film dalla trama semplice ma efficiente, perfetto per una serata all’insegna dell’alta tensione.

Andrea Di Mastrorocco