IT – Capitolo 2 – recensione

IT” è un romanzo scritto da Stephen King nel 1986, un malloppo di oltre 1200 pagine che racconta la battaglia del Club dei Perdenti contro un’oscura presenza, un male primordiale senza forma, che si presenta con l’aspetto di un inquietante clown di nome Pennywise.

Creare un prodotto che possa rendere giustizia ad un’opera come “IT” non è certo un’impresa facile, e probabilmente il cinema non è il mezzo migliore per farlo. A nostro avviso sarebbe molto fattibile riprodurre il libro di Stephen King in maniera molto più fedele attraverso una serie tv, in modo da avere molto più tempo a disposizione per approfondire ogni aspetto del romanzo.

Pennywise
It/Pennywise (Bill Skarsgard)

Possiamo tranquillamente affermare che “It – Capitolo 2” è un film godibile, che si divide nettamente tra pregi e difetti, ma che si distacca dall’essere un horror, allontanandosi dalle atmosfere cupe del primo capitolo, diventando una commedia piena di Jumpscare.

Per valutare la qualità di “IT”, diretto da Muschietti è però necessario concentrarsi solo e soltanto sul film, senza paragonarlo (almeno per il momento) all’opera di Stephen King.

A differenza del primo capitolo, in cui ogni personaggio viene ben caratterizzato e ben approfondito, in “IT – Capitolo 2” viene donato il giusto spazio solamente ad alcuni di essi. L’esempio più lampante è quello di Henry Bowers, il bullo che nel film del 2017 tormenta il Club dei Perdenti tanto quanto il malefico pagliaccio. In questo secondo capitolo viene ridotto a poco di una comparsa insensata. Non c’è nessun accenno alla connessione che c’è tra lui ed It, e invece di apparire come un forte alleato del male primordiale, Bowers appare come un pazzoide che agisce senza alcuna logica, che ai fini della trama risulta completamente inutile.

Losers
I Perdenti: Eddie (James Ransone), Beverly (Jessica Chastain), Bill (James McAvoy), Richie (Bill Hader), Ben (Jay Ryan) e Mike (Isaiah Mustafa)

Se escludiamo Bill (James McAvoy) e Richie (Bill Hader), gli altri membri del Club dei Perdenti vengono un po’ trascurati. In particolare, Beverly Marsh (Jessica Chastain), viene completamente stravolta. La personalità forte, determinata ed indipendente, della ragazzina interpretata benissimo da Sophia Lillis in “IT – Capitolo 1”, è del tutto sparita. Jessica Chastain è una bravissima attrice, questo è indubbio, ma la sua interpretazione di Bev, complice anche una sceneggiatura discutibile, risulta essere piatta. La stessa cosa vale per Ben (Jay Ryan), la cui evoluzione è del tutto inesistente. Se si esclude una piccola battuta, sembra che nessuno faccia caso al fatto che Ben non sia più il cicciottello topo da biblioteca ma un uomo di successo, attraente che non ha più un filo massa grassa.

In questo secondo capitolo il legame tra i membri del Club dei Perdenti è molto più profondo, e viene sottolineato come la loro unione possa essere più forte di qualsiasi ostacolo.

Anche da adulti, il Club dei Perdenti dovrà affrontare le stesse identiche paure che avevano da ragazzini, ripercorrendo i luoghi della loro infanzia e facendo riaffiorare nella loro mente i più terribili incontri con Pennywise. Rientreranno quindi in un vortice di macabri omicidi e aggressioni. In un certo qual modo è It stesso a fare in modo che i Perdenti restino uniti. Originariamente la banda dei Losers era formata solamente da quattro elementi, ovvero Bill, Eddie, Richie e Stan. Beverly, Mike e Ben si uniscono al gruppo in seguito, per fronteggiare Henry Bowers, il più fedele alleato di Pennywise.

IT - Capitolo 2

In questo secondo capitolo, come nel libro, Mike raduna tutti quanti a Derry per mantenere la promessa che se It si fosse si ripresentato, i Losers sarebbero tornati per affrontarlo. Pur avendo perso la memoria una volta lasciata Derry, il ricordo del loro mortale nemico fa si che tutti i ricordi riaffiorino e che i Losers si riuniscano dopo anni di lontananza.

Il più piccolo dei fratelli Skarsgard risulta essere sempre un ottimo animale da palcoscenico. Grazie alla sua capacità di accentuare un inquietante strabismo riesce ad interpretare un personaggio difficile come “IT” Pennywise senza sfigurare, anche se aiutato dalla computer grafica.

IT - Capitolo 2

Ovviamente Muschietti ricorre nuovamente alla tecnica dei Jumpscare. Come nel suo precedente lavoro, li usa con intelligenza, ed anche se prevedibili risultano assolutamente efficaci per il loro scopo. Tuttavia l’eccessivo uso di questa tecnica elimina ogni tipo di tensione e di ansia che il regista era riuscito a creare nel primo capitolo dedicato ad It.

Probabilmente il più grande difetto di “It – Capitolo 2” è quello della scelta di Muschietti di separare infanzia ed età adulta. Nonostante la presenza dei flashback, che mostrano scorci della vita adolescenziale di Bill, Bev, Richie, Ben, Eddie, Mike e Stan, il passato dei Perdenti non ha molto rilievo in ciò che succederà loro una volta tornati a Derry. Il modo in cui Muschietti utilizza i salti temporali non dona la giusta importanza all’infanzia dei Losers. Risulta tutto troppo ridondante poiché molti avvenimenti sono simili a ciò che avviene nella pellicola del 2017. La lunga durata del film (quasi tre ore) poteva essere sfruttata in maniera diversa, magari approfondendo le origini di It o la caratterizzazione dei personaggi.

Adesso però è doveroso lasciar perdere “IT” di Andy Muschietti, per addentrarci in quella che è l’opera più famosa di Stephen King, specialmente nel suo controverso finale.

IT - Capitolo 2

Per chi non avesse letto il libro “IT” o visto il film, consigliamo quindi di cessare qui la lettura… SPOILER!

Le differenze tra il romanzo del Maestro dell’Horror e la sua trasposizione cinematografica non sono poche, in quanto il libro è molto più articolato, contorto e ricco di eventi.

IT - Capitolo 2
It – La barchetta di Georgie

Ma andiamo in ordine.

Per cominciare, soffermiamoci sul rito di Chud. Attraverso la sceneggiatura di Gary Dauberman scopriamo come Mike svolga da solo le ricerche e si sottoponga in solitudine alla Prova del Fumo, scoprendo così le origini di Pennywise. Nella versione di King non c’è nessuna tribù indiana che insegna a Mike come effettuare il rito. I Perdenti apprendono le nozioni del rito insieme, trovato in un vecchio libro rinvenuto in biblioteca da Ben. Inoltre tutti quanti partecipano alla Prova del Fumo, anche se solamente Bill e Richie avranno abbastanza forza di volontà per arrivare fino in fondo e scoprire le vere origini di Pennywise.

IT - Capitolo 2

Il rito di Chud, descritto nel romanzo, consiste sostanzialmente in una prova di volontà, che vede un solo individuo sfidare le forze maligne.

Eroe e demone devono mordersi rispettivamente la lingua, fare buffe battute e raccontarsi barzellette, fino a che uno dei due, scoppiando a ridere verrà esiliato per sempre ed irrimediabilmente in un’altra dimensione.

Anche se non affrontano il demone con il rito di Chud, a finire in un’altra dimensione, durante i due attacchi ad It, sono Bill e Richie, gli unici due personaggi che guardano la luce dei defunti, essenza del mostruoso clown. Ovviamente non è la realtà parallela in cui finirebbe il perdente della sfida, trattasi infatti della dimensione da cui proviene lo stesso Pennywise chiamata Macroverso, dove Bill bambino incontra una benevola tartaruga parlante di nome Maturin. Va da sé che il rapimento di Beverly, messo in scena da Andy Muschietti, nel romanzo non avviene.

PennywiseTuttavia, anche se sviluppata in maniera diversa, la morte di It avviene nella medesima maniera. Una volta capito che per sconfiggerlo dovranno affrontare e battere le proprie paure, i Perdenti ridurranno il loro avversario ad uno straccio per poi strappargli il cuore.

L’analisi dei due finali enfatizza quanto la scelta di suddividere l’opera in due capitoli, distaccando la storia dei ragazzini da quella degli adulti, sia molto meno efficace rispetto a quella del libro. Il finale descritto da King risulta cosi tanto incisivo proprio perché le due battaglie avvengono nello stesso momento, con un serrato passaggio tra infanzia ed età adulta.

Andrea Di Mastrorocco